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Villaggio Globale

Dyson trasloca a Singapore

Ma la Brexit non c'entra, assicura il gruppo anglosassone di aspirapolveri. Che punta a sfondare nell'auto elettrica.  

di Redazione |

Bye bye Regno Unito. A due anni e mezzo dal referendum sulla Brexit, con il paese in pieno caos politico e senza ancora alcuna certezza su tempi e modi dell’uscita dall’Unione europea, fa molto rumore la decisione di James Dyson, noto anche come lo Steve Jobs degli aspirapolveri, di traferire la sede centrale del suo impero a Singapore.

Non è certo la prima azienda britannica a muoversi in questa direzione. Proprio oggi anche Sony ha reso noto che sposterà la sede europea in Olanda. Ma è senza dubbio quella che sta scuotendo maggiormente l’opinione pubblica. Il motivo non ha a che fare solo con la popolarità del personaggio, che con un patrimonio di 5,3 miliardi di dollari è diventato uno degli uomini più ricchi d’Inghilterra. E non è nemmeno riconducibile al fatto che oggi Dyson è un’azienda in piena crescita, presente in 70 paesi al mondo, con ambiziosi progetti nel cassetto come quello di un’auto elettrica.

La decisione di lasciare il quartier generale di Malmesbury, nel Wiltshire, per Singapore fa notizia perché Mr Dyson è stato uno dei più convinti sostenitori della Brexit. Si era esposto in prima persona sostenendo che avrebbe portato vantaggi all’economia britannica, soprattutto in termini di nuovi investimenti e nuova occupazione. Ecco perché l’imprenditore si è affrettato a precisare che la scelta non ha nulla a che vedere con il caos sulla Brexit, ma nasce piuttosto dall’esigenza del gruppo di essere più vicino ai mercati emergenti dove sono presenti un numero maggiore di clienti Dyson. Una giustificazione che non ha convinto tutti, specie tra coloro che credono ancora fermamente nell’opportunità che Londra esca dall’Europa.

Può essere però che il 71enne Dyson non abbia tradito le due idee pro Brexit. E la sua scelta sia davvero il frutto di una nuova strategia aziendale. Il gruppo, finora specializzato nella produzione di aspirapolveri e ventilatori, ha annunciato solo pochi mesi fa l’intenzione di entrare nel promettente mercato dell’auto elettrica, che in Asia sta vivendo uno sviluppo più rapido di quello che sta avvenendo in Europa. Trasferire il quartier generale a Singapore ha dunque un senso. Anche perché Dyson, come aveva annunciato alcuni mesi fa, intende realizzare a Singapore la fabbrica per la sua nuova vettura green, attesa sul mercato nel 2021.  

Anche Tesla d’altronde ha messo gli occhi sul continente asiatico. Lo scorso luglio ha dichiarato di voler realizzare una Gigafactory in Cina da 500mila auto l’anno per cavalcare la svolta elettrica lanciata dal governo di Pechino. E proprio pochi giorni fa ha annunciato che i lavori per la realizzazione hanno avuto inizio. «L’obiettivo è iniziare la produzione di Model 3 e della Model Y entro fine anno», ha scritto il patron di Tesla, Elon Musk, in un tweet ai primi di gennaio.

Difficile dunque dire se quella di Sir Dyson sia stata una scelta ipocrita, come qualcuno si è affrettato a dire, o una scelta dettata da una precisa strategia aziendale. Per ora non resta che attendere sviluppi sulla nuova vettura elettrica, alla cui guida proprio oggi è stato nominato Roland Krueger, un manager con un passato di tutto rispetto: Krueger, 53 anni, è stato presidente di BMW dal 2013 al 2014 per poi approdare in Nissan in qualità di presidente del marchio premium Infiniti, carica ricoperta fino agli inizi di gennaio.

L’imprenditore ha già mostrato in passato di avere coraggio e determinazione da vendere. Deve la nascita del suo impero a un aspirapolvere Hoover che non puliva come promesso. Il giovane James Dyson iniziò allora a smontarlo e a studiare come migliorarne le prestazioni arrivando a geniali soluzioni a cui nessuno aveva mai pensato prima. Dopo aver messo a punto e brevettato nel tempo la sua macchina senza filo e senza sacchetto, ha cercato aziende che la producessero e alla fine ha iniziato a farlo in proprio fondando l'azienda che porta il suo nome.

  
Da allora Dyson non ha mai smesso di crescere e di creare nuovi prodotti, tutti fortemente innovativi, a partire dal ventilatore senza pale. Oggi l’azienda produce anche asciugacapelli e lampadine Led e ha chiuso il 2018 con risultati record: i profitti hanno superato per la prima volta quota 1 miliardo di sterline con una crescita del 33 per cento, a fronte di un fatturato salito del 28 per cento a 4,4 miliardi di sterline.