Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

Pubblicità

Villaggio Globale

Samsung lancia lo smartphone pieghevole

Presentato Galaxy Fold, insieme alla nuova famiglia Galaxy S10. Obiettivo: restare la numero uno in un settore maturo dove crescono solo i cinesi. 

di Redazione |

Samsung batte tutti sul tempo e lancia il primo smartphone pieghevole, in commercio da inizio maggio a un prezzo stellare: 2000 euro. Si chiama Galaxy Fold e vede finalmente la luce dopo essere stato preannunciato più volte negli ultimi anni. Il gigante coreano lo ha presentato ieri, in occasione della presentazione dei nuovi Galaxy S10 - ben 4 le versioni annunciate: Galaxy S10e, Galaxy S10, Galaxy S10 Plus e Galaxy S10 5G - top di gamma con cui la casa coreana celebra i dieci anni della fortunata serie Galaxy S.

L’attenzione è stata però catturata dal Galaxy Fold, un ibrido tra tablet e smartphone, con ben sei fotocamere e un display principale da 7,3 pollici in grado di piegarsi sull’asse verticale e permettere al dispositivo di chiudersi come un libro. Una volta chiuso, si attiva lo schermo secondario da 4,6 pollici. Uno smartphone unico e all’avanguardia, un concentrato di nuove tecnologie per un prodotto destinato, al momento, a restare di nicchia ma che ha l’arduo compito di rivitalizzare un mercato che dall’anno scorso ha smesso di crescere.

Il 2018 è stato l'anno peggiore per le vendite di smartphone. Secondo gli ultimi dati della società di ricerche IDC, sono stati venduti 1,4 miliardi di telefonini, una cifra che catapulta indietro il mercato di alcuni anni, e precisamente nel 2014, e che segna una contrazione del 4,1 per cento rispetto al 2017. 

I consumatori - spiegano gli analisti di IDC - utilizzano i telefoni più a lungo, il che significa che i cicli di sostituzione si stanno allungando. Sono inoltre più sensibili ai prezzi, complice il rallentamento economico ma anche la scarsità di innovazione che non invoglia a spendere cifre da capogiro per modelli che offrono prestazioni quasi simili ai modelli precedenti.

Male nche il quarto trimestre, con le vendite che hanno segnato una contrazione del 4,9 per cento rispetto a un anno prima. Samsung e Apple hanno evidenziato una battuta d’arresto anche maggiore: -5,5 per cento la prima, -11,5 per cento la seconda. Flessioni che hanno un peso ancora maggiore se si considera che inglobano le vendite del Natale. In progresso invece le consegne per i gruppi cinesi: +46,5 Huawei, + 6,8 per cento Oppo, +1,4 per cento Xiaomi.

La classifica per l’intero anno, vede ancora in testa Samsung con una quota di mercato del 20,8 per cento (nonostante il calo delle consegne dell’8 per cento) e al secondo posto Apple con il 14,9 per cento (in lieve aumento dal 14,7 per cento del 2017 nonostante il calo del 3,2 per cento delle consegne). Il gruppo del melafonino è però tallonato da Huawei che in 12 mesi ha portato la sua quota di mercato a livello mondiale dal 10,5 al 14,7 per cento grazie a un incremento delle vendite del 33,6 per cento.

La forza di Huawei - di recente divenuta bersaglio degli Usa e di altri governi con l'accusa di rubare informazioni sensibili - risiede, oltre che in una capcità tecnologica e di innovazione all'avanguardia, nell’offerta, a prezzi competitivi, di apparecchi dalle buone prestazioni. Una strategia vincente a quanto pare, condivisa con le altre concorrenti cinesi, che ha permesso di ottenere buoni risultati, specie in patria.

La Cina, che assorbe il 30 per cento della domanda mondiale di smartphone, l’anno scorso ha registrato un calo delle vendite di oltre il 10 per cento. Nel complesso, però, i primi 4 marchi del paese - Huawei, Oppo, Vivo e Xiaomi, guarda caso tutti cinesi - hanno visto la quota di mercato crescere a circa il 78 per cento, rispetto al 66 per cento del 2017. Una crescita che è andata a discapito soprattutto di Apple che, a causa anche del dollaro forte, ha segnato una contrazione del 20 per cento delle consegne in Cina.

La politica di prezzo sta dunque diventando l’elemento chiave in un marcato come quello degli smarphone che ha ormai raggiunto la maturità. Per non perdere quote di mercato, Samsung e Apple dovrebbero concentrarsi su prodotti di fascia intermedia da immettere in commercio a prezzi competitivi, anche se questo dovesse tradursi in una contrazione dei margini di profitto, dicono alcuni analisti.

Oppure dovrebbero allungare il passo sul fronte dell’innovazione, lavorando magari sulla durata della batteria, una delle caratteristiche a cui i consumatori appaiono più sensibili. Schermi più nitidi o fotocamere più potenti non riescono più ad avere la forza attrattiva di un tempo.