Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

Pubblicità

Troppa euforia per Zoom e Pinterest

Debutto a Wall Street in forte rialzo per le due società hi-tech. Analisti cauti. 

di Redazione |

Il mercato continua ad avere un'attrazione, forse fin troppo forte, per il settore hi-tech. Dopo l’ottimo esordio di Jumia, la più importante piattaforma africana di e-commerce (azienda che finora ha accumulato solo perdite), anche Zoom e Pinterest hanno registrato ieri un debutto a Wall Street altrettanto schioppettante.

Pinterest ha chiuso la prima giornata in crescita del 28 per cento con una capitalizzazione che sfiora i 13 miliardi di dollari. Zoom ha addirittura segnato un balzo del 72 per cento arrivando a capitalizzare 16 miliardi di dollari e catapultando di diritto il ceo del gruppo, Eric Yuan, tra gli uomini più ricchi del pianeta grazie a un patrimonio di circa 3 miliardi di dollari. 

La cosa curiosa è che la società di videoconferenze Zoom ha un giro d’affari di 330 milioni di dollari, meno della metà del fatturato di 755 milioni di dollari del social di fotografie Pinterest. Eppure il mercato ha assegnato alla prima un valore più elevato. Fin troppo alto per entrambe le società: Pinterest quota 21 volte il fatturato 2018, Zoom quota 46 volte il fatturato 2018 e in entrambi i casi l'accento va posto sulla parola 'fatturato' più che sulla cifra in sè. La quotazione infatti si basa solo su quello che la società vende ma non sugli utili che l'azienda incassa. 

In effetti Zoom, che guadagna vendendo software per le videoconferenze alle aziende, è già in grado di generare utili: l’anno scorso i profitti sono ammontati a 7,6 milioni di dollari. Pinterest invece ha chiuso il 2018 con una perdita di 63 milioni di dollari e il suo business, che si basa sugli introiti della pubblicità, non ha ancora raggiunto la redditività.

Pur essendo meno famosa e più piccola, Zoom ha saputo attirare maggiormente l’interesse degli investitori, convinti che la società abbia davanti a sé una crescita più sostenuta e redditizia, grazie anche allo sviluppo sul mercato cinese. Pinterest invece, anche se certamente più nota al pubblico e più grande nei numeri, ha un business considerato più incerto, specie in un momento in cui una piccola parte di internauti inizia a prendere le distanze dai social network.

Il vero test per l’hi-tech sarà però l’arrivo sul mercato di Uber, una Ipo valutata 120 miliardi di dollari. Tanto più che il debutta della concorrente Lyft è stato un flop. Al primo giorno di contrattazione il titolo ha perso il 19 per cento e oggi quota a 58 dollari, ben lontano dai massimi di 88 dollari dell'Ipo. Una delusione davanti alla quale alcuni investitori hanno deciso di fare causa all'azienda, colpevole, a loro dire, di aver gonfiato il valore in sede di quotazione.