Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

Pubblicità

Villaggio Globale

Effetto Trump su Huawei

Minori ricavi per 30 miliardi di dollari nel 2019. Il Ceo del gruppo cinese (nella foto) quantifica i danni della messa al bando.

di Redazione |

Ridimensionamento della capacità produttiva e revisione verso il basso dei ricavi attesi nel 2019 e nel 2020: il gigante cinese Huawei abbassa la testa e le previsioni di bilancio. E’ il prezzo che deve pagare dopo la decisione di Trump di inserire la società tecnologica nella lista nera di aziende con cui le imprese Usa non devono fare affari. Una mossa dettata da esigenze di sicurezza nazionale essendo Huawei sospettata di spionaggio per conto del governo cinese. 

Un po’ a sorpresa, Ren Zhengfei (nella foto), fondatore e Ceo del gruppo, è uscito allo scoperto quantificando per la prima volta i danni causati dalla dura presa di posizione di Trump. Le conseguenze, ha detto, sono più pesanti del previsto e, solo per quest’anno, porteranno a minori ricavi per circa 30 miliardi di dollari.

Per far fronte alla situazione d’emergenza Huawei ritiene infatti di dover ridurre la capacità produttiva con riflessi negativi sul giro d'affari, che per quest’anno e i prossimi resterà piatto, attorno ai 100 miliardi di dollari. I forti ritmi di crescita del gigante cinese, numero uno al mondo nelle apparecchiature per le telecommunicazioni e secondo produttore a livello globale di smartphone, stanno dunque per ricevere una drastica battuta d’arresto. L’anno scorso i ricavi erano saliti di circa il 20 per cento e avevano superato per la prima volta i 100 miliardi di dollari.

"Non possiamo ottenere la fornitura di componenti, non possiamo partecipare a organizzazioni internazionali, non possiamo lavorare a fianco delle maggiori università, non possiamo usare nulla che abbia un componente made in Usa e non possiamo nemmeno connetterci a reti che usano tali componenti", ha riferito il numeno uno di Huawei parlando dal quartier generale di Shenzhen e respingendo ogni accusa di spionaggio.  

In un paio d'anni, tuttavia, il gruppo conta di ritornare alla crescita. Ren Zhengfei non ha precisato come ma ha dichiarato che Huawei sta preparando nuove versioni dei suoi prodotti, che dovranno essere messe a punto e testate e ciò richiederà tempo. Dopo, però, il gruppo sarà in grado di tornare ancora più forte di prima. 

Nelle scorse settimane anche Google ha dovuto sospendere la licenza del suo software Android utilizzato sugli smartphone Huawei, perdendo uno dei suoi clienti più importanti. Un effetto boomerang che, secondo il Financial Times, ha indotto diversi top manager della società Usa a fare pressioni sull'amministrazione Trump nel tentativo di evitare una completa messa al bando del gigante cinese. Anche perchè Huawei ha già fatto sapere che stava lavorando già da sette anni a un proprio sistema operativo che potrebbe essere disponibile già a fine 2019 per gli smartphone venduti in Cina.