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Google, un passo indietro per i fondatori

Brin e Page lasciano gli incarichi operativi ma restano nel board in quanto soci di maggioranza. Tutti i poteri passano a Sundar Pichai. 

di Redazione |

Larry Page e Sergei Brin, gli storici co-fondatori di Google, nonché due tra gli uomini più ricchi del mondo, lasciano i vertici della controllante di Google, Alphabet, di cui erano rispettivamente amministratore delegato e presidente.

I poteri passano a Sundar Pichai, da oltre quattro anni alla guida di Google, che oltre a mantenere il suo ruolo va a occupare anche la poltrona di amministratore delegato di Alphabet, mentre quella di presidente resta per ora scoperta.

Una decisione attesa dai mercati, che Page e Brin hanno annunciato in un blog. Se fosse una persona, Google sarebbe un adulto di 21 anni, scrivono i due ex manager, annunciando che la società si è evoluta ed è ormai arrivato il momento per loro, da bravi genitori, di fare un passo indietro lasciando che la società cammini da sola. Page e Brin restano comunque coinvolti, sia come soci (insieme detengono oltre il 50 per cento delle azioni di Alphabet con diritto di voto) che membri del board.

Già da diverso tempo Page e Brin venivano indicati come assenti e poco coinvolti nella gestione di Alphabet. L’annuncio di oggi, quindi, non fa altro che formalizzare una situazione di fatto che si protraeva da almeno un paio d’anni, lasciando la gestione del gruppo interamente nelle mani di Pichai, che ora avrà più lavoro ma anche più potere per guidare il gigante del web. Oltre a controllare il più importante motore di ricerca al mondo, Alphabet è impegnata in importanti progetti di lungo termine che vanno dalla società di droni Wing a quella per l'auto senza pilota Waymo.  

Sale il titolo Alphabet a Wall Street, con un guadagno dell’1,6 per cento a 1.315 dollari, non lontano dal massimo storico di 1.333,92 dollari toccato lo scorso 18 novembre. Da inizio anno le azioni sono salite di oltre il 25 per cento con una capitalizzazione che supera ormai i 900 miliardi di dollari, avvicinandosi a grandi falcate verso la soglia dei 1.000 miliardi di dollari, un primato che oggi sulal borsa americana possono vantare solo Apple e Microsoft.