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Villaggio Globale

Il lockdown triplica i consumatori online

In Italia due milioni di utenti in più da inizio anno. L'eCommerce sarà il settore a maggiore crescita nel 2020.

di Redazione |

Dall’inizio del 2020 a oggi sono 2 milioni i nuovi consumatori online in Italia (in tutto 29 milioni), 1,3 milioni dei quali sono da attribuire all’impatto dell’emergenza sanitaria del Covid-19. Negli stessi mesi dello scorso anno (da gennaio e maggio 2019), infatti, si registravano 700.000 nuovi consumatori. Le abitudini di acquisto e i comportamenti dei consumatori italiani si sono dunque spostati a favore dell’eCommerce, che vede triplicato il numero di nuovi utenti rispetto a un anno fa. 

Dall’inizio della crisi sanitaria, si è registrato un salto evolutivo verso il digitale di 10 anni, commentano gli esperti di Netcomm, che oggi hanno presentato i dati dell'andamento del comparto dall'inizio della pandemia. Non solo. Con l’impatto del Covid-19, l’eCommerce sarà il settore a maggiore crescita (fino a +55 per cento) a livello mondiale, seguito da modern food retail (fino a +23 per cento) e vendita all’ingrosso di prodotti farmaceutici (fino a +15 per cento).  Altri settori, come quello del fashion&lifestyle, sono stati colpiti più duramente di altri anche online, ma il 77 per cento dei merchant online ha dichiarato di aver acquisito nuovi clienti durante questa fase di emergenza sanitaria.

Tornando in Italia, “stiamo assistendo a un’evoluzione inaspettata dei modelli di consumo degli italiani. A cambiare in tempi record sono state soprattutto le modalità di spedizione e di consegna. Il Click&Collect, ovvero la possibilità di ordinare online un prodotto e di ritirarlo in negozio da parte del cliente, ha registrato una crescita del +349 per cento e ci aspettiamo che nei prossimi mesi diventerà un’abitudine sempre più consolidata, poiché consente flessibilità, adattamento alle esigenze di mobilità e, soprattutto, distanziamento sociale” commenta Roberto Liscia, Presidente di Netcomm. 

Dal punto di vista delle vendite online, dallo studio emerge che si è registrata una vera e propria impennata nei settori che fino a poche settimane fa erano considerati emergenti: a mettere a segno l’incremento maggiore, da fine febbraio a metà aprile, è infatti il pet care (+154 per cento); seguito da cibi freschi e confezionati (+130 per cento); prodotti per la cura della casa (+126 per cento) e della persona (+93 per cento).

“Un modello che ha preso piede in Italia in questi quasi due mesi di lockdown - aggiunge Liscia - è il proximity commerce, che permette l'integrazione tra i grandi player del commercio elettronico e i piccoli negozianti, i quali, grazie alla logistica e alle piattaforme di delivery, possono raggiungere i clienti residenti nelle zone limitrofe. Si tratta di un servizio che ha finalmente raggiunto cittadine e piccoli centri abitati che fino a poche settimane fa non avrebbero immaginato di poterne beneficiare e difficilmente i consumatori rinunceranno a questa comoda pratica”. 

Tuttavia, emerge che la tendenza a una logica omnicanale è ancora molto bassa, come basso rimane il livello di gestione smart dei negozi tramite app che consentano ai consumatori di localizzare lo store più vicino, pagare, ricevere sconti e programmi fedeltà. Dall’analisi condotta da Netcomm su circa 280 insegne di diversi settori, che rappresentano circa 46.000 punti vendita, risulta infatti che solo il 79 per cento possiede un canale eCommerce attivo e solo il 37 per cento è abilitato al ritiro o al reso in store di prodotti acquistati online.

“In questi giorni di emergenza sono tante le domande che ci poniamo sugli effetti e sulle mutazioni che ci attendono nel mondo del commercio” aggiunge Valentina Pontiggia, Direttore dell’Osservatorio eCommerce B2c Netcomm - Politecnico di Milano. “Tra le poche certezze - aggiunge - c’è a mio avviso la vicinanza, la dipendenza che i canali online e fisico hanno dimostrato con forza in questo momento difficile. Durante il lockdown, il digitale per tanti ha rappresentato l’unica (e preziosa) occasione per mantenere viva una relazione con i propri consumatori. Per altri l’eCommerce è stato motore di crescita esponenziale delle vendite, ma le operations hanno dettato con violenza i ritmi e soprattutto hanno imposto i limiti. Quando avremo lasciato alle spalle questa crisi, l’eCommerce svolgerà un ruolo indispensabile per la ripresa del commercio e dei consumi: come individui cercheremo una nuova normalità, sicuramente più digitale. Una sfida importante per il nostro Retail”.

“In questo scenario in continua evoluzione, le sfide per le aziende e le PMI non sono poche, ma altrettante sono le opportunità per trasformare e innovare il proprio business", conclude Roberto Liscia, Presidente di Netcomm, secondo cui “acquisire le competenze tecnologiche più adeguate è la chiave per accelerare o avviare per la prima volta il percorso verso l’eCommerce, un settore che mai come in questo momento ha dimostrato di essere non più solo un accessorio, ma un servizio fondamentale per le imprese e per i cittadini”.