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Villaggio Globale

Huawei scalza Samsung sugli smartphone

Nonostante le sanzioni Usa, la società cinese è diventata il primo produttore al mondo. Ma per quanto?

di REDAZIONE |

Le sanzioni degli Stati Uniti non fermano la cinese Huawei, diventata per la prima volta il produttore numero uno al mondo di smartphone, grazie soprattutto alle vendite in Cina. Secondo i calcoli della società Canalys, i dati del secondo trimestre sulle consegne di cellulari hanno consacrato il produttore cinese ai vertici mettendo a segno lo storico sorpasso sulla sudcoreana Samsung, che Huawei stava tallonando da diverso tempo.   

In particolare, Huawei ha effettuato consegne a livello globale per 55,8 milioni di smartphone tra aprile e giugno, con un calo del 5 per cento rispetto a un anno prima. Samsung, invece, ha fatto consegne per 53,7 milioni di apparecchi con un calo però del 30 per cento rispetto a un anno prima. 

Gli analisti sono tuttavia cauti sul futuro del gruppo cinese, numero uno al mondo anche nelle reti 5G dalla cui gare molti paesi occidentali vorrebbero escluderlo temendo atti di spionaggio per conto della Cina. Per Huawei sarà difficile mantenere il primato conquistato, specie di fronte alle sanzioni americane e alle resistenze di altri governi che ostacolano la crescita della società all’estero. Non a caso il 70 per cento delle vendite di Huawei nel secondo trimestre è avvenuta in Cina, la seconda maggiore economia al mondo, a fronte di un calo del 27 per cento delle consegne fuori dai confini cinesi.

Le possibilità di sfondare all’estero sono ancora più ridotte dopo che gli Stati Uniti hanno inserito la società nella black list di aziende tecnologiche sospette con cui le multinazionali Usa non devono intrattenere affari.

Non potendo usare le licenze di Google Android, Huawei l’anno scorso ha dovuto sviluppare un proprio sistema operativo, HarmonyOS, da installare sui suoi telefonini. Se questo non crea problemi in patria, dove comunque l’utilizzo dei servizi di Google non è consentito, sui mercati internazionali crea un forte disincentivo all’acquisto, di cui si stanno avvantaggiando i rivali cinesi di Huawei. Xiaomi, per esempio, ha aumentato dal 6 al 13 per cento la quota di mercato in Europa nell’arco di un solo anno secondo quanto riporta la società Counterpoint Research.