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Lola, la ballerina che regnò in Baviera

Si faceva passare per una ballerina spagnola, ma era irlandese.

di Giuseppe Turani |

E’ stata certamente una donna molto  singolare, e terribile. Forse una così non c’è mai stata. La prima a farsi fotografare mentre fumava (nell’800), ma anche la prima a guadagnarsi il titolo di Grande Horizontale, insomma grande cortigiana, grande puttana, cosa che non l’ha mai disturbata, ma anzi sulla quale ha vissuto tutta la vita. Sul fatto che fosse bellissima c’è qualche dubbio. Sembra sicuro invece che sia stata un’amante straordinaria e molto focosa e una bugiarda altrettanto memorabile. Nemmeno la data di nascita è sicura, il nome con cui è stata conosciuta è falso, e anche la professione (ballerina).

Nasce nel 1821 in Irlanda (con il nome di Elisabeth Rosanna Gilbert), ha un’infanzia un po’ vagabonda fino a quando nel 1837 la madre la raggiunge in Scozia, decisa a trovarle un marito e a sistemarla. Ma lei sposa un tenente e fugge con lui in India. Dopo quattro anni il marito chiede il divorzio per adulterio. Lei scappa, si trova un Lord per amante, fa un viaggio in Spagna, e durante il viaggio di ritorno in Inghilterra decide che si chiamerà Lola Montez e che è una grande ballerina spagnola, vedova di guerra.

La sua prima esibizione a Londra come danzatrice è un disastro senza pari (non ha mai saputo ballare e non imparerà mai), non c’è una replica. Deve lasciare la città di corsa. Ma non si arrende. Comincia a girovagare per tutta l’Europa. A volte trova qualche scrittura come danzatrice, ma più che altro trova amanti, in genere generosi e ricchi.

Molto seduttiva con gli uomini, è molto dura con le donne e facile alla rissa, non le sopporta proprio. Ma ha una qualità: riesce a farsi ricevere ovunque. A San Pietroburgo ottiene un’udienza privata addirittura dallo zar e ne ricava mille rubli.

Dalla Russia fa rotta su Parigi, incanta Alexandre Dumas, che la raccomanda per il Teatro dell’Opera. Come ballerina, ovviamente, non fa una gran carriera, ma colleziona un certo numero di amanti di rilievo: Franz Liszt, Frédéric Chopin e Prosper Mérimée.

Ma la sua grande storia d’amore parigina è con il direttore del giornale “La Presse”, Alexandre Henri Dujarier, che muore in duello per difendere l’onore dell’amata nel marzo del 1845. Comprensibilmente sconvolta, lascia Parigi e di lei si perdono le tracce per un po’.

Meno di un anno dopo però è di nuovo in attività, questa volta a Monaco di Baviera, dove regna il buon sovrano Ludwig, intellettuale raffinato, amante dell’arte  e delle donne.

Ma è proprio a Monaco che lei darà il meglio di sé, riuscendo persino per qualche mese a governare il regno. Alla fine dovrà lasciare, ma servirà una rivolta popolare al grido di “Cacciate la puttana”, per farla andare via.

La storia è davvero quasi incredibile, ma vera. Lei riesce a farsi scritturare (sempre come ballerina, una fissazione) dal Teatro Nazionale di Monaco. Ma quando il direttore la vede ballare, la caccia sui due piedi.

Furibonda, Lola non si toglie nemmeno l’abito di scena, esce e corre verso il palazzo del re Ludwig. Tanto fa e tanto urla che alla fine viene ammessa alla presenza dell’augusto personaggio. Quando questi la vede, in costume, le domanda se è vera o se è una semplice opera d’arte, una statua. La Grande Horizontale non esita un solo istante: da un tavolino prende un paio di forbici e taglia tutto il costume dalla vita in su, facendo emergere il seno, che sembra fosse davvero notevole.

A raccontarla oggi c’è da non crederci, ma il re Ludwig perde il lume della ragione. Da quel momento Lola, la finta ballerina spagnola che non sa ballare, diventa la sua amante e potrà avere da lui tutto quello che vuole, compreso il potere assoluto.

Le passa dei soldi che prende dalle casse dello Stato, le fa costruire un castello, la nomina contessa nel giorno del suo compleanno. E, dopo un po’, le passa le chiavi del regno.

E lei si mette a governare sul serio. Si fa un governo, introduce i codici napoleonici, aumenta lo stipendio  degli insegnanti, dichiara guerra ai gesuiti.

Ma si dimostra, oltre che cattiva ballerina, anche una pessima governante. Prima si avanza un nobile molto ricco che le offre (a nome anche di tutti gli altri dignitari) una somma enorme purché si tolga dai piedi. Lei dice no e allora non resta che organizzare una rivolta popolare.  Al grido appunto di “Fuori la puttana”, viene infine mandata via.

Scappa e si rifugia in Svizzera (mentre Ludwig è costretto a abdicare), poi va a Londra e sposa un ricco ufficiale inglese. Ma c’è subito una grana: viene accusata di bigamia perché il divorzio dal primo ufficiale inglese da lei sposato (e con cui era fuggita in India) non è mai stato firmato e registrato.

A questo punto perde la pazienza e decide di partire per le Americhe, alla ricerca di nuove avventure. E là riesce per qualche anno a esibirsi davvero come ballerina, ma si rende conto che prima o poi si accorgeranno che Lola Montez, la grande ballerina spagnola è soltanto una ragazza irlandese che non sa ballare, e così prende un’altra decisione storica: partecipa alla grande corsa verso le immense pianure dell’Ovest.

Vaga un po’ da una città all’altra e alla fine si stabilisce a Grass Valley, dove apre un saloon.

Se prima aveva una fissazione (quella di saper ballare), dopo l’esperienza di Monaco si è convinta di essere un genio della politica, non compresa dal popolo tedesco, ma comunque geniale.

E quindi si mette a fare politica in California.

Ha idee grandiose. La California, secondo lei, deve chiedere l’indipendenza dagli Stati Uniti e trasformarsi in un regno (Lolaland), con lei come regina giusta e comprensiva.

Naturalmente non se ne farà mai niente. Lei vaga ancora nervosamente per qualche anno fra America, Europa e Australia, ma il suo tempo è ormai andato: nessuno cade più nella sua rete di seduzioni. Diventa mistica, si affida a un’astrologa e si scopre anche molto femminista. Quella che era stata la Grande Horizontale d’Europa, che aveva sedotto musicisti, scrittori e regnanti,  alla fine organizza seminari e convegni per la liberazione e l’eguaglianza della donna, suscitando applausi ma anche qualche stupore.

Una polmonite la porterà via nel 1861. Di lei rimane il giudizio non amichevole, ma preciso di Richard Wagner: “Una donna demoniaca”.

(Dal "Quotidiano nazionale" del 13 marzo 2017)