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Angela, una voce e un'attrice

Cantante, film, tv, bolognese doc. Grande amica di Lucio Dalla, ma anche di Salvatores.

di Giuseppe Turani |


E probabile che i fan di Angela Baraldi non siano nemmeno tanti. Forse si possono contare sulle dita di una mano o due. Lei stessa ha dichiarato che ha sempre considerato importante non la meta, ma il viaggio, il fare le cose. Di base sarebbe una cantante, così la descrivono, ma ha fatto anche quasi tutto il resto: cinema, televisione, teatro. Da piccola ha studiato persino da ballerina. Eppure non è mai diventata famosa perché era sempre in corsa per fare un’altra cosa. Di sicuro è la donna più originale, e straordinaria, della scena italiana. Impossibile da catalogare, sincera e aperta, ma anche riservatissima sulla sua vita. La sua faccia, per chi l’ha vista in qualche film o in televisione, basterebbe da sola per riempire una storia del cinema.

L’unica indiscrezione di un certo spessore viene da una fonte insospettabile e non usa a queste cose, e cioè Camillo Langone, sul Foglio. Avanza l’ipotesi che sia stata l’amante di Lucio Dalla, dice anche che gli piacerebbe chiedere a Angela notizie di quell’amore, ma aggiunge subito che è meglio di no: è  bene che sulla storia rimanga il mistero, il non detto, il non svelato.

Angela Baraldi nasce a Bologna nel 1964 e è difficile immaginare una vita più bolognese della sua. Comincia a cantare nei gruppi underground della sua città ancora giovanissima. Lei stessa racconta, l’amore per la musica “È nato ascoltando i vinili che c’erano in casa, poi ho cominciato ad essere “attiva” quando mi regalarono un piccolo organo Bontempi, così tutto quello che sentivo lo riproducevo a orecchio”.

Ha fatto tutto nel mondo dello spettacolo, ma non è esattamente un’ottimista. Quando la definiscono un orso, precisa subito di non essere però bipolare. Tante illusioni sulla musica non le ha più, anche se di recente ha fatto un bellissimo disco “Tornano sempre”.

“Quando ho cominciato c’era l’industria discografica ancora in salute e i meccanismi che davano popolarità ai cantanti erano legati alla televisione, ma con molte differenze rispetto ad ora che avere una canzone come sottofondo di una pubblicità è un goal, una cosa da augurarsi. Bologna è cambiata molto insieme al mondo intero, non si può più fare niente, o poco”.

Ha lavorato con quasi tutti i grandi cantautori (Dalla, Morandi, De Gregori), ma il rapporto con Dalla ha segnato molto la sua vita e la sua carriera.

Quando le chiedono chi ricorda di più fra quelli con cui ha lavorato, senza esitazioni risponde: “Il mio ricordo va a Lucio perché lui ha creduto in me quando ero una sbarbina disorientata e persa in una Bologna post bomba alla stazione”.

Ma anche lui era un po’ orso: “È stato bello intenso e a tratti conflittuale, anche come generazioni a confronto.
Ci sono tanti aneddoti, come quando ha scritto Caruso…Ricordo un pranzo insieme a lui, Renzo Cremonini (allora suo produttore nonché persona coltissima e amabilissima) e Mario Monicelli. Ho cantato nella colonna sonora de “I Picari”. Ero molto giovane e Monicelli mi metteva soggezione. Pensai che Lucio credeva veramente in me se ero in quel tavolo. Si parlava di 900 di Bernardo Bertolucci”.

Non si sa se Angela, alla fine, ami di più essere definita cantante o attrice. Quello che si sa è che fa un film con uno dei più bravi registi italiani, Gabriele Salvatores, “Quo  vadis, baby?”. Interpreta Giorgia Cantini, una 39enne un po’ alcolizzata che di mestiere fa l’investigatrice privata, viene picchiata e picchia.

Il film non è stato un enorme successo, ovviamente, ma l’interpretazione di Angela è di una tale intensità che qualche anno dopo se ne ricaverà una serie tv con lo stesso titolo, con Angela sempre nella parte di Giorgia Cantini, intenta a svelare trame e misteri, tra una bevuta, una scena di sesso e una cazzottata. Sempre con quella  faccia intensa, vissuta, forse unica nel cinema italiano, che peraltro, forse intimidito, non ha mai saputo che cosa farsene.

Intanto escono i suoi dischi, alcuni buoni, altri meno. Di  lei dicono che all’inizio degli anni Novanta aveva tutte le carte per essere la nuova Gianna Nannini, la nuova signora del rock, ma a quel punto ha preferito fare altro e non è  mai diventata una star della canzone.

Ma, si diceva, Angela è bolognese, tutta. E quando muore, nel giugno del 2006, Massimo Osti (suo amico e primo fidanzato di Isabella Ferrari), grande designer (C.P. Company) e molte altre cose, un mito  della città, è lei che al funerale canta una canzone dei Beatles “Across the Universe”, che insieme avevano intonato mille volte.

Ma Angela è anche donna. Così le capita di mettere in scena “Wedding Singers”, un recital di canzoni solo di donne. Donne particolari, per la verità, un po’ maledette: Nico (la grande musa di Andy Warhol), Janis Joplin (morta in un albergo per overdose), Karen Carpenter (cantante e batterista, morta a 32 anni per anoressia), Laura Nyro (cantante e pianista), Nina Simone (cantante e attivista nera).

Stupisce nel titolo dello show la parola “matrimonio”, ma Angela spiega subito che non si tratta del matrimonio fra un uomo e una donna, ma fra una donna e il mondo, le cose. Per Janis Joplin, aggiunge, il matrimonio poteva essere con una bottiglia di Southern Comfort.

Prima dello spettacolo un intervistatore chiede a Angela che cosa prova a interpretare le canzoni di Nico, bellissima e mondanissima, per anni una leggenda nella New York dominata da Andy Warhol, un sogno, cantante solista dei Velvet Underground. La risposta, in perfetto stile Baraldi, lascia un po’ così ancora oggi: “Nico era avanti. E' sicuramente il personaggio più equilibrato dello spettacolo, per quanto vivesse nel suo mondo folle. Non si è mai posta il problema di apparire per quello che non era, non ha mai tentato di essere accomodante verso il sistema: ha dato una spinta di modernità incredibile alla figura femminile e per questo, a differenza delle altre, non la vedo come una vittima dei suoi tempi. E poi se li è scopati tutti, da Jim Morrison ad Alain Delon, e anche con un po' di noia”.