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Anna, la ragazza di Chicago

E' stata premiata da Obama per le sue ricerche al Fermilab, dove dirige un gruppo di scienziati.

di Giuseppe Turani |

Spesso le belle notizie si nascondono nei dettagli. Ecco un ritaglio da Itacanotizie, dove si racconta una storia affascinante:

C’è anche un pezzo di Marsala che arriva all’assemblea del Pd, che si è tenuta al Parco dei Principi di Roma. Nel bel mezzo del suo discorso iniziale, in cui ha di fatto rassegnato le dimissioni da segretario del partito, l’ex presidente del Consiglio 
Matteo Renzi ha voluto citare Anna Grassellino, l’ingegnere marsalese che con il suo lavoro al Fermilab di Chicago sta raggiungendo risultati di grande prestigio nell’ambito della ricerca scientifica. “Il Paese ha bisogno di risposte – ha detto l’ex premier – C’è un mondo fuori che soffre su questioni vere, non sullo statuto. Bisogna dare risposte nuove ad Anna, una di noi, che vive negli Stati Uniti e che ha vinto negli ultimi 3 mesi due premi, uno dato da Obama“. Un passaggio che tra l’altro si è consumato sotto gli occhi della madre di Anna, l’assessore alla pubblica istruzione del Comune di Marsala Anna Maria Angileri, presente a Roma per seguire i lavori dell’assemblea. La Grassellino, da parte sua, ha voluto ringraziare Renzi attraverso un post pubblicato su Facebook.

Da Chicago, dove dirige un team di ricerca al Fermilab, la giovane scienziata ha postato questa risposta:

ost anna grassellino

Le notizie su Anna non sono tante. Curiosamente la pagina che Wikipedia le ha dedicato è in tedesco. Si apprende comunque che la ragazza, che è di Marsala,  si è laureata a Pisa (dove verrà festeggiata dopodomani alla presenza di sindaco e rettore) in ingegneria elettronica nel 2005. Poi nel 2008 è volata negli Stati Uniti all’Università di Pennsylvania, dove ha ottenuto un dottorato in fisica.

Quindi è entrata al Fermilab di Chicago.  Che è uno dei migliori centri al mondo per lo studio delle particelle, gestito dall’università di Chicago e dedicato al nostro Enrico Fermi, che là insegnò dopo la fuga dall’Italia e prima di andare a Alamogordo nel New Mexico per lo sviluppo della prima bomba atomica. Proprio a Chicago, fra l’altro, sotto le tribune del campo da basket, Fermi produsse i materiali radioattivi utilizzati poi per la bomba. I suoi colleghi stavano sugli spalti con secchi pieni di bario da gettare eventualmente sulla reazione: nessuno infatti sapeva che cosa sarebbe successo. Solo Fermi era stato rassicurante.

Per fortuna i secchi di bario non furono necessari e la riuscita dell’evento scientifico fu festeggiata stappando un fiasco di Chianti, firmato poi da tutti gli scienziati e  conservato da uno di loro. Quando il Fermilab fu inaugurato, come madrina gli scienziati vollero chiamare la signora Laura Fermi, vedova del nostro premio  Nobel.

Questa è la storia nella quale Anna Grassellino è entrata, continuando in un certo senso una tradizione di legami speciali fra l’Italia e l’università di Chicago.

Inutile spiegare qui di che cosa si occupa, è una faccenda troppo tecnica (riguarda il funzionamento degli acceleratori di particelle). Sarà sufficiente dire che dopo essere entrata come ricercatrice è diventata leader di un gruppo di una trentina di ricercatori e oggi gestisce un budget di ricerca di alcuni milioni di dollari, che le è stato messo a disposizione dall’università di Chicago.

Per il resto, non si hanno molte notizie su questa straordinaria ragazza, a parte l’ammirazione per Matteo Renzi (ma è una cosa di famiglia). Si sa solo che Renzi l’avrebbe voluta nella direzione dei Pd, insieme agli altri millenial, ma lei ha scelto di rimanere a Chicago per continuare le proprie ricerche.

(Nella foto in alto: Anna mentre riceve un premio, al centro Matteo Renzi al Fermilab con Anna, Anna davanti all'acceleratore di particelle)