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I Protagonisti

Billie, la leonessa del tennis

E' una delle più forti giocatrici mai esistite, attivista dei diritti omosessuali.

di Giuseppe Turani |

E’ tornato il momento di Billie Jean King. Anche perché sta per uscire un film che ricostruisce la sua impresa più famosa: “La battaglia dei sessi”, da lei vinta nel 1973. Ma, al di questo evento, Billie è una persona dimenticata, ma molto simpatica e interessante. E’ stata una delle più forti tenniste del mondo, ma anche una delle prime atlete a dichiarare apertamente la propria omosessualità e a viverne tutte le conseguenze. Ha sempre vinto combattendo, non si è mai tirata indietro. Una specie di forza della natura.

Nasce a Long Beach nel 1943 in una famiglia molto tradizionalista, impara a giocare a tennis nei campi pubblici della sua città e esplode a 17 anni, quando vince il doppio femminile a Wimbledon, alla sua prima partecipazione a un torneo di tennis internazionale. Cinque anni dopo, sempre a Wimbledon, vincerà il primo dei suoi sei titoli singoli.

E poi prosegue lungo questa strada. Ancora oggi è ritenuta una delle più forti giocatrici di tennis mai esistite.

Ma lei resta un po’ nel nostro cuore per le battaglie, generose, che ha combattuto. La prima è quella per i soldi. Ha sempre sostenuto che era ingiusto pagare le tenniste professioniste meno degli uomini.

Nel 1972 vince gli U.S. Open, ma riceve 15 mila dollari in meno rispetto al campione Ilie Nastase. Ma, a quel punto, è una star e può permettersi di fare la voce grossa: afferma che non giocherà più, se non le daranno una paga uguale agli uomini. L’anno dopo gli U.S. Open diventano il primo grande torneo che offre un compenso uguale a giocatori e giocatrici.

Non è questa la sede per fare l’elenco delle imprese tennistiche di Billie: basterà solo dire che nel 2006 il più grande complesso sportivo per il tennis, a Flushing Meadows, cambia nome e diventa “Billie Jean King Tennis National Center”, si tratta del più grande impianto sportivo intitolato a una donna. Alla cerimonia erano presenti tutti i più grandi tennisti.

Nel 1971 Billie avvia una relazione omosessuale con la sua segretaria, la riconoscerà pubblicamente soltanto dieci anno dopo, ma da quel momento in avanti diventa una furia per i diritti degli omosessuali e si batte una tutte le sedi, anche in tribunale, per difendersi. A un certo punto affermerà anche: “Alla mia età non dovrei più giocare, lo faccio perché, devo pagare gli avvocati”. E’ stata capitano della nazionale di tennis femminile americana e ha guidato la squadra alle olimpiadi.

Ma la sua battaglia più famosa è quella contro Bobby Riggs, “La battaglia dei sessi”.  Bobby era stato il tennista numero uno al mondo negli anni 1941, 1946 e 1947. Poi si era ritirato dalle competizioni e giocava solo per esibizione. Feroce maschilista, dichiara che le donne sono degli esseri inferiori e che non dovrebbero giocare a tennis. Anche un signore di 60 anni, come me, continua, può battere la più brava di loro.

Billie accetta la sfida. Che si svolge all’Astrodome di  Houston nel Texas nel settembre del 1973. Sono presenti più di 30  mila spettatori e altri 50 milioni sono collegati via televisione. Lei lo straccia. Ha studiato Riggs a lungo e imposta un gioco velocissimo, dove lui si perde. Alla fine lo stesso Riggs ammetterà che le donne non sono poi così male.

Nel 2013 un ultimo trionfo per Billie, che viene scelta per rappresentare la squadra olimpica americana ai giochi di Sochi in Unione Sovietica e della quale fanno parte intenzionalmente, molti atleti omosessuali per protestare contro le discriminazioni sovietiche nei loro confronti.

Qualche anno prima in una trasmissione radio Billie aveva affermato che la rivendicazione della propria diversità sessuale era stata la battaglia più importante della sua vita.

Elton John, che è sempre stato suo amico, le ha dedicato una canzone: “Philadelphia Freedom”. Michael Jackson ha scritto per lei: “Billie Jean”.