Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

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I Protagonisti

In barca con Gismondi

Da Genova a Porto Cervo con marinaio, signora e tre cani.

di Giuseppe Turani |

Ernesto Gismondi, appena scomparso, fondatore di Artemide, era proprio un uomo simpatico e intelligente. Con lui, sulla sua barca a vela, ho fatto una traversata Genova-Porto Cervo, in notturna. Indescrivibile il mare di notte, il silenzio, la barca che avanza veloce e sicura nella notte, la quantità di stelle che, lontano dalle luci della città, si riescono a vedere.

E un incidente, fra i più buffi che si possano immaginare. Va spiegato che infatti la signora Gismondi in barca aveva anche i suoi tre cani. Ogni mattina c’era una specie di rito: bisognava mettere in mare la scialuppa, con il marinaio, passargli i tre cani, che andavano in spiaggia a fare i loro bisognini.

E fin qui tutto bene, salvo una volta che i tre infami vanno a pisciare, in Corsica, sulla tenda di due turisti francesi che si erano accampati in riva al mare. Proteste. Ma Gismondi, da gran signore, riesce a portare pace. Strette di mano e si riparte.

Poi accade il peggio. Una mattina c’è un bellissimo mare e un vento da sogno.

Gismondi sente l’aria e dice: “Chi se ne frega dei cani, partiamo”. E si corre sulle onde che è una meraviglia.

Ma uno dei cani non è d’accordo. Silenzioso, si porta sopra il quadro comandi della barca e tira giù una pisciata lunghissima e soddisfatta.

Tutti i sistemi di controllo della barca sono bruciati in un istante: profondimetro, bussola, telefono, e il resto.

Gismondi mi guarda e dice: “Bene, torniamo alla navigazione delle origini, senza niente”. Tu controlla la rotta. Porto Certo dovrebbe essere in quella direzione. Così si viaggia, al buio, cioè senza più controlli.

Dopo mezz’ora, però, rispunta il manager. “Hai un telefono? Chiama la mia segretaria a Milano. Dille che mi faccia trovare a Porto Cervo un quadro comandi nuovo, lo faccia arrivare in aereo”.

La segretaria riesce nella non facile impresa, siamo in agosto. Ma sulla banchina vediamo un signore che si sbraccia e che ha portato un nuovo quadro comandi.

Qualche mezz’ora per le riparazioni. Poi ci salutiamo. Io resto a Porto Cervo. Gismondi riparte, diretto, con la signora e i tre cani, fino a Pantelleria, tutta l’Italia via mare.

Incidente già dimenticato, un occhio ai nuovi strumenti e via sulle  onde del mare, la sua passione.