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Victoria's Secret vola basso

La sfilata degli angeli non è più l'evento mediatico di un tempo. Vendite in calo e polemiche stanno travolgendo il brand di lingerie. 

di Redazione |

Gli angeli di Victoria’s Secret volano sempre più basso. Gli ascolti televisivi della grande sfilata-evento proposta ogni anno dal brand americano di biancheria intima di lusso sono crollati. Nel 2016 lo show di lingerie aveva inchiodato davanti allo schermo della rete Cbs oltre 6,5 milioni di telespettatori, scesi già l’anno scorso a meno di 5 milioni. Quest’anno, i dati dicono che gli spettatori sono stati 3,2 milioni, meno della metà rispetto a due anni fa, il livello più basso di sempre.  

Eppure gli ingredienti del successo sono sempre gli stessi. Fisici scolpiti, gambe lunghissime su tacchi altissimi, lingerie super sexy e le immancabili enormi ali indossate con disinvoltura dalle modelle più sensuali del pianeta. 

D’altronde diventare un angelo di Victoria Secret è da sempre sinonimo di successo oltre che un privilegio di cui hanno goduto negli anni solo le top model più belle e brave. Era il 1995 quando la prima sfilata di intimo del brand vedeva in passerella Naomi Campbell, Helena Christensen e le altre top degli Anni ’90. Negli anni successivi Gisele Bündchen è stato uno degli angeli più celebrati, insieme a Adriana Lima. Oggi le star sono Gigi Hadid e Kendall Jenner, ancora una volta le top più famose e pagate del momento, che a inizio novembre hanno sfilato al Pier 94 di New York rinnovando l’incanto dello spettacolo, a metà tra una sfilata e uno show in stile Broadway.  

Quest’anno, però, l’accoglienza del pubblico è stata diversa. Il problema, forse, risiede proprio nel fatto che Victoria’s Secret non ha saputo rinnovarsi negli anni. L’esercito di ragazze stereotipate, con fisici perfetti in grado di abbattere l’autostima di qualsiasi donna, non è più in grado di tenere alta l’attenzione sul brand. Accusato inoltre di fare troppo poco sul fronte dell'inclusione. Hanno infatti pesato le polemiche suscitate dalla decisione di escludere dalla sfilata, anche quest'anno, le modelle plus size e le modelle Lgtb, una scelta precisa rivendicata dalla società ma che ha scatenato feroci critiche sui social. 

Ma il flop dell'evento è anche un riflesso del calo di vendite che sta affrontando il gruppo, impegnato nella chiusura di una ventina di negozi negli Usa e alle prese con un fatturato piatto. Risultati non brillanti che, unite agli attacchi al gruppo sui social, hanno portato il mese scorso alle dimissioni di Jan Singer, Ceo del gruppo. L Brands, società che controlla il brand di lingerie, segna a Wall Street un rosso di oltre il 45 per cento da inizio anno con una quotazione scesa ormai a 33 dollari, quasi la metà rispetto a quella di inizio anno e un terzo rispetto ai massimi storici di oltre 90 dollari segnati nell’ottobre 2015.