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La Cina traina i conti di Hermès

Il gruppo chiude il 2018 con ricavi superiori alle attese, in crescita del 10 per cento. E vede buone prospettive per il 2019. 

di Redazione |

Un altro anno in accelerazione per il gruppo francese Hermès, che annuncia vendite elevate in tutti i mercati, Cina inclusa. Dopo LVMH, anche la società che produce le prestigiose borse Kelly allontana i timori di un calo della domanda da parte di quella che è una delle aree più importanti per il segmento del lusso.

Un terzo degli acquisti globali di beni di alta gamma arriva infatti dai consumatori cinesi. La frenata dell’economia del Dragone, il cui Pil è cresciuto al livello più basso degli ultimi 30 anni, aveva gettato preoccupazione nel mercato luxury facendo traballare a inizio anno le quotazioni di Borsa. Le trimestrali in uscita stanno in parte tranquillizzando il mercato.

In particolare Hermès ha chiuso il 2018 con ricavi record che hanno sfiorato i 6 miliardi di euro (5,966 miliardi per l’esattezza), con un progresso del 10 per cento a cambi costanti e del 7,5 per cento a cambi correnti. Si tratta di risultati leggermente superiori alle attese degli analisti, giudicati molto positivi dall’azienda che sottolinea come si tratti di una crescita sana in quanto deriva da un effettivo incremento dei volumi, avvento in tutte le aree geografiche.

Nessuna frenata neanche nel quarto trimestre, che termina con ricavi in aumento del 10 per cento (+9,6 per cento a tassi correnti) raggiungendo quota 1,65 miliardi. Prospettive positive anche per quanto riguarda l’outlook per il 2019, per il quale il gruppo ha confermato l’obiettivo di un aumento del fatturato a tassi di cambio costanti.

In attesa dei risultati completi, che saranno pubblicati il prossimo 20 marzo, Hermes ha anticipato che il 2018 si chiuderà con un margine operativo vicino al 34 per cento, in leggero calo rispetto al 34,6 per cento archiviato nel 2017 (livello, questo, definito “eccezionale”). Il gruppo intende proporre un acconto sul dividendo di 1,50 euro ad azione.

In particolare, nel 2018, i ricavi sono stati trainati dalla buona domanda di leather goods e selleria, in progresso del 9 per cento «grazie al rafforzamento della capacità produttiva, attuato per rispondere alla forte domanda, sia per i modelli più classici della maison che per altri modelli di borse come Mosaïque e 24/24», come precisa la maison. Stesso incremento anche per i profumi. Aumenti a due cifre hanno invece interessato il ready-to-wear (+14 per cento), gli orologi (+10 per cento), e le altre linee di business (+20 per cento), mentre i prodotti tessili e in seta hanno registrato un più modesto progresso del 3 per cento.