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La moda in lutto per Lagerfeld

Il leggendario stilista aveva 85 anni. Da inizio anni '80 era il creativo della maison Chanel. 

di Redazione |

Il mondo della moda è in lutto per la morte di Karl Lagerfeld. La notizia è rimbalzata oggi da Parigi, dove il Kaiser, questo il suo soprannome, viveva e lavorava alla guida della maison Chanel.

Aveva 85 anni e come un vero imperatore aveva scelto da tempo la sua divisa: grandi occhiali scuri, capelli color argento raccolti in una coda di cavallo, camicie bianche dal collo altissimo avvolto da vistose cravatte nere, stesso colore degli inseparabili mezzi guanti da pop star. Un ventaglio e l’inseparabile gatta bianca Choupette. Era lui stesso un’icona di moda. Ma soprattutto un artista a tutto tondo e un personaggio controcorrente, un designer e anche un valido fotografo (aveva firmato perfino un'edizione di The Cal per la Pirelli).   

A gennaio, aveva fatto notizia e destato sorpresa il fatto che non fosse uscito per i saluti finali al termine della sfilata a Parigi della collezione Haute Couture primavera/estate 2019 di Chanel. Molti avevano iniziato a preoccuparsi per le sue condizioni di salute. Ma in un comunicato la maison francese aveva precisato che Lagerfeld era solo molto stanco e aveva chiesto a Virginie Viard, suo storico braccio destro, di uscire al suo posto. 

Karl Otto Lagerfeld era nato ad Amburgo il 10 settembre 1933 (anche se sull'anno esatto della sua nascita ci sono dubbi). Il padre era un industriale di successo nel commercio del latte condensato, erede di una ricca famiglia di banchieri tedeschi, mentre la mamma, prima del matrimonio, si occupava della vendita di lingerie femminile.

Agli affari di famiglia, Karl preferisce la moda. Lascia la Germania e si trasferisce a Parigi e nel 1955 vince un concorso per la realizzazione di un cappotto. Come premio, riceve di poter entrare in uno degli atelier di alta moda più rinomati dell’epoca, quello di Pierre Balmain. Da lì prende le mosse la sua carriera.

Dopo qualche anno di esperienza in altri atelier, decide, grazie ai soldi di famiglia, di aprire una propria boutique a Parigi. Ma non sarà con quella a ottenere il successo. Diventa dapprima direttore crativo di Chloè e poi di Fendi, una griffe con cui collaborerà per moltissimo tempo creando lui il logo della doppia effe, una derivazione dell’espressione Fan Fur, divertirsi con le pellicce, che aveva coniato.

La svolta decisiva arriva però a inizio anni Ottanta, quando viene chiamato a disegnare prima l’haute couture e poi il prêt-à-porter di Chanel, l’impero francese del lusso che risale all’intramontabile e rivoluzionaria Mademoiselle Coco. Un'eredità importante che però Lagerfeld dimostra di saper gestire rendendo attuale e facendo crescere la griffe, seconda per fatturarto dopo Louis Vuitton, senza mai tradire la visione della sua fondatrice. Un'impresa non alla portata di tutti.