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Moda e Design

Levi's non delude, Ipo col botto

Dopo il delisting del 1984, il titolo torna a Wall Street e al primo giorno di quotazione sale di oltre il 30%. 

di Redazione |

Esordio boom a Wall Street per Levi’s, un brand simbolo della storia americana, a conferma dell’elevato interesse del mercato sia per la società fondata a San Francisco nel 1853 che ha inventato il jeans, sia per le Ipo che nei prossimi mesi faranno il loro debutto in borsa, in particolare Uber e la rivale Lyft. 

L’offerta pubblica di acquisto ha registrato una domanda 10 volte superiore all’offerta. Il prezzo è stato fissato a 17 dollari, superiore alla forchetta indicata tra 14 e 16 euro. Già al debutto le azioni hanno segnato un progresso di oltre il 30 per cento per poi chiudere la prima giornata di quotazione oltre i 22 dollari, con un balzo in avanti del 32 per cento.

Per il titolo si tratta di un ritorno sull’azionario, dopo il delisting del 1984 (in seguito a un leverage buyout da parte dei discendenti del fondatore), dove era approdata nel 1971 attraverso quella che all’epoca fu la più grande quotazione di sempre. Con la muova Ipo il gruppo ha raccolto 623 milioni di dollari raggiugendo una valutazione di circa 6,6 miliardi di dollari.

Gran parte della cifra raccolta sarà incassata dai discendenti del fondatore Levi Strauss e maggiori azionisti della società, Mimi Haas e Margaret Haas, che manterranno il controllo del gruppo. Il resto verrà utilizzato per coprire i costi e per l’espansione attraverso investimenti strategici. Non sono escluse eventuali acquisizioni.

Favorito dal ritorno in auge del jeans e della moda anni ’80, il gruppo ha chiuso l’ultimo esercizio (terminato il 25 novembre scorso) con ricavi in progresso del 14 per cento a 5,6 miliardi di dollari dimostrando di non temere l'escalation dello streetwear e dello sportwear.