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Moda e Design

L'usato debutta a Wall Street

The RealReal è la prima piattaforma di articoli di lusso di seconda mano a sbarcare in borsa. Un segmento in crescita che nel 2028 supererà il fast fashion. 

di Redazione |

Dopo il debutto scoppiettante di venerdì a Wall Street, The RealReal segna un fisiologico ribasso ma resta sotto i riflettori del mercato. A fronte di un prezzo di apertura di 20 dollari, superiore alla forchetta compresa tra 17 e 19 dollari, le azioni della società nota per la vendita online di prodotti di lusso usati, hanno chiuso la prima seduta al listino americano a 28,90 dollari, in progresso del 44,5 per cento, arrivando anche a toccare un massimo intra-giornaliero a 30,5 dollari.

I giorni successivi, come prevedibile, sono stati di realizzo, ma il titolo oggi è tornato a salire. L’Ipo è stata l’occasione per raccogliere oltre 300 milioni di dollari da utilizzare per la crescita in un settore considerato in rapida ascesa, anche se affollato di competitor.

Un recente report elaborato dal concorrente ThredUp indica il 2028 come l’anno del sorpasso, ossia l’anno in cui, negli Stati Uniti, le vendite di abbigliamento e accessori usati (pari a 64 miliardi di dollari) supereranno quelle del fast fashion (pari a 44 miliardi di dollari). The RealReal si muove dunque dentro un mercato promettente e in forte espansione, che secondo il Cfo del gruppo, Matt Gustke, potrebbe addirittura raggiungere i 200 miliardi di dollari. Una cifra tutto sommato verosimile se, come sostiene la società Bain & Company, nel 2018 le vendite di beni di lusso di seconda mano hanno toccato, solo negli Usa, i 25 miliardi di dollari.

Il settore è in fermento. Negli Usa sono in espansione le piattaforme americane ThredUp e Poshmark, mentre l'inglese Farfetch ha da poco rilevato per 250 milioni di dollari Stadium Goods, una piattaforma di prodotti usati (e nuovi) di streetwear e sneakers. The RealReal è inoltre la prima società di vendita di beni di lusso usati a quotarsi in borsa, dove potrebbe essere seguita, il prossimo inverno, da Poshmark. Anche la francese Vestiarie Collective è in azione: ha appena completato un round di finanziamento pari a 40 milioni di euro che utilizzerà per la crescita internazionale e per sviluppare nuove soluzioni tecnologiche mentre lo scorso aprile ha tagliato del 10 per cento le commissioni sulle transazioni eseguite rendendo quindi i prezzi più accessibili per chi vuole comprare e vendere capi usati sulla sua piattaforma.   

Secondo gli analisti, The RealReal è un titolo da tenere sott’occhio proprio per le possibilità di espansione del settore in cui opera. La sostenibilità sta diventando un argomento molto sensibile per i consumatori, specie per i più giovani. Secondo uno studio di BCG-Altagamma, oltre il 50 per cento della Generazione Z (coloro che hanno meno di 24 anni) ha acquistato, o venduto, beni usati. L’attenzione verso l’ambiente passa anche dal riciclo, un modo per limitare i danni sull’ambiente dovuti allo smaltimento di abiti e accessori, che hanno una durata sempre più bassa.

Enormi potenzialità di settore che però non si sono ancora tradotte in guadagni. The RealReal non ha mai generato profitti. Anzi. Nell’ultimo anno ha anche aumentato le perdite. Nel 2018 sono state pari a 75,7 milioni di dollari, quasi il 45 per cento in più rispetto al 2017. Potrebbero salire anche quest’anno: solo nei primi tre mesi sono ammontate a 23,2 milioni di dollari anche se il Ceo e fondatore del gruppo, Julie Wainwright, ritiene possibile invertire rotta il prossimo anno con l’arrivo del primo utile. Crescono, invece, i ricavi: quasi 70 milioni di dollari nel primo trimestre 2019, il 50 per cento in più rispetto a un anno prima, dopo che nel 2018 erano cresciuti del 55 per cento passando da 134 a 207 milioni di dollari.