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Moda e Design

Frenano gli utili di Levi's

Volano le vendite in Europa e in Asia, ma negli Usa rallentano quelle all'ingrosso. 

di Redazione |

 Terzo trimestre con utili in calo per Levi Strauss & Co. Tra luglio e settembre il celebre produttore dei jeans 501 ha registrato una flessione del 4 per cento su base annua dei guadagni. La causa va ricercata soprattutto nel rallentamento delle vendite alla grande distribuzione (-3 per cento) proprio nel mercato a maggiore redditività del gruppo: l’America.

«Le grandi catene negli Stati Uniti sono state messe a dura prova negli ultimi tempi e questo ha avuto un impatto negativo sulla nostra attività», ha dichiarato l'amministratore delegato Chip Bergh in un'intervista alla Reuters precisando che per aggirare la situazione il gruppo si sta concentrando sulla vendita diretta attraverso i negozi a insegna Levi’s e sul proprio canale online, ricorrendo sempre meno ai rivenditori al dettaglio.

Schiacciate dall’avanzata dell’e-commerce e dalle diverse abitudini dei consumatori, molte catene Usa di grande distribuzione stanno soffrendo, basti pensare a JC Penney, una delle più popolari del paese, che ha da poco annunciato la chiusura di 27 store in 13 stati dopo aver archiviato il secondo trimestre 2019 con una diminuzione delle vendite del 9 per cento.

Le difficoltà di Levi’s in Usa, dove comunqnue le vendite al dettaglio sono salite di un solido +7 per cento, sono state controbilanciate dal buon andamento in Europa e in Asia permettendo al gruppo di chiudere il trimestre con risultati superiori alle attese del mercato e con aumenti delle entrate internazionali a doppia cifra su base annua. 

Nel complesso i ricavi netti sono aumentati del 4 per cento rispetto a un anno fa arrivando a sfiorare 1,45 miliardi di dollari, 50 milioni in più rispetto alle previsioni di Refinitiv, ma con punte di crescita del +14 per cento in Europa e del +9 per cento in Asia. In frenata, invece, la redditività. L’utile netto è sceso a 124,5 milioni di dollari, pari a 30 cents per azione, da 130,1 milioni, o 33 cents per azione, di un anno fa.

La storica società, con alle spalle 165 anni di attività nella produzione di jeans, ha dichiarato di attendersi per l'esercizio 2019 un aumento dei ricavi netti dal 5,5 al 6 per cento e un incremento dei margini lordi in un intervallo tra 40 e 60 punti base.

Dopo il debutto con botto a Wall Street lo scorso marzo, il titolo Levi’s ha virato verso il basso arrivando fino a un minimo di 16 dollari per azione a metà agosto per poi riprendersi e tornare verso i 20 dollari. Dopo aver chiuso la seduta di ieri con un tonfo di oltre il 4 per cento, oggi per le azioni si preannuncia un recupero di quasi l'1 per cento.