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Moda e Design

L'export tiene a galla la moda

Il fatturato cala anche nel terzo trimestre, trainato verso il basso soprattutto dal mercato interno. 

di Redazione |

L’export tiene a galla il settore moda che si avvia a chiudere un 2019 in frenata. È quanto emerge dall’Indagine Campionaria Smi, resa nota in occasione della conferenza di presentazione della 97esima edizione di Pitti Uomo, in calendario dal 7 al 10 gennaio 2020.

Nel 2019 il Tessile-Moda italiano fatica e archivia due trimestri su tre in area negativa in termini di fatturato. In particolare, il primo trimestre – precisa il comunicato - risulta interessato da un segno negativo, tuttavia meno gravoso rispetto ai primi provvisori dati rilasciati lo scorso maggio. In termini di fatturato, le aziende del campione hanno sperimentato mediamente una variazione pari al -0,3% rispetto al medesimo periodo del 2018, senza distinzioni di rilievo tra ‘monte’ e ‘valle’.

Nel secondo quarter si registra una modesta variazione positiva, che porta ad archiviare un +1,5%. Da un lato, tuttavia il “monte” segna un decremento pari al -2,5% rispetto all’aprile-giugno 2018, mentre le aziende operanti a “valle” fanno registrare un aumento pari al +3,8%.

Le stime rilasciate per il periodo luglio-settembre indicherebbero però un deterioramento delle performance, prospettando una contrazione media del -2,9%; la maggior sofferenza si registra per le imprese tessili, il cui fatturato arretra su base trimestrale del -4,7%. Variazione negativa, ma su ritmi meno intensi, interessa anche le aziende del “valle”, in calo del -1,8%.

Guardando alle vendite per mercato di sbocco, il primo trimestre si archivia con un calo delle vendite nazionali (-5,6%), cui si contrappone un incremento oltreconfine (+4,8%). Il secondo trimestre vede una decelerazione della flessione sul mercato interno (-0,6%), mentre il fatturato estero cresce del +6,6%, sostenuto dalle vendite del “valle”. Le esportazioni delle aziende tessili risultano, invece, mediamente ferme sui livelli dell’aprile-giugno 2018.

Infine, sulla base dei dati previsionali forniti dalle aziende a panel per i mesi luglio-settembre si stima una flessione del -8,4% in Italia, mercato peraltro in arretramento sia per il Tessile sia per l’Abbigliamento; di contro, l’estero cresce del +2,2%, sintesi tuttavia di un calo del -4,7% per le imprese tessili e, viceversa, di un incremento pari al +6,3% per le imprese del “valle”.  

«Per il nostro sistema moda il problema è il mercato interno, esportiamo il 70% sui 98 miliardi totali, il resto è Italia, per cui se non cresce non va bene», ha commentato il presidente di Confindustria Moda, Claudio Marenzi.