Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

Pubblicità

Moda e Design

Inditex chiude 1200 store

Vendite quasi dimezzate nei primi tre mesi e perdite per 400 milioni. Il gruppo potenzia l'eCommerce. 

di REDAZIONE |

Come era facile prevedere, il coronavirus ha messo al tappeto anche un gigante dalla crescita inarrestabile come Inditex, il gruppo spagnolo della moda a cui fanno capo gli store Zara. Il colosso del fast fashion chiude il primo trimestre del 2020 con una perdita di 409 milioni: è la prima volta negli ultimi venti anni che i conti vanno in rosso. Duro colpo anche per il fatturato, che nei primi tre mesi si è fermato a 3,3 miliardi, quasi la metà rispetto ai 5,9 miliardi del primo trimestre 2019.

Davanti a questi numeri il gruppo Inditex - che oltre a Zara è presente in tutto il mondo con i brand Oysho, Stradivarius, Bershka, Masimo Dutti – ha annunciato la chiusura di 1.200 negozi nel mondo, in particolare in Europa e in Asia, spostando il focus sul canale online.

In crescita già prima della pandemia, l’ecommerce ha avuto nuovo slancio durante i mesi di lockdown che hanno obbligato Inditex a chiudere per settimane i suoi numerosi negozi in ogni parte del mondo. Nei primi tre mesi, infatti, le vendite online sono aumentate del 50 per cento e in aprile hanno quasi raddoppiato la crescita, +95 per cento.

Avanti di questo passo, il gruppo spagnolo prevede che nel 2022 un quarto delle sue vendite totali, ossia il 25 per cento, arriverà dal canale online, che l’anno scorso rappresentava il 14 per cento delle vendite totali. Merito anche degli investimenti attuati per potenziare la piattaforma di eCommerce. Ai 2,5 miliardi di euro già investiti, Inditex ha annunciato che intende mettere sul piatto altri 2,7 miliardi per rafforzare ulteriormente l’online, destinato a diventare un canale sempre più strategico.

Investimenti riguarderanno anche i negozi fisici, che a questo punto vanno ripensati. A questo riguardo, 1,7 miliardi saranno destinati dal gruppo alla trasformazione degli store in qualcosa di simile a centri di distribuzione dove la clientela potrà recarsi a ritirare la merce acquistata online. La nuova strategia commerciale prevede una riorganizzazione complessiva della rete dei negozi fisici. La chiusura dei negozi più piccoli e meno redditizi sarà affiancata da 450 nuove aperture di store di grandi dimensioni. Alla fine gli store complessivi nel mondo dovrebbero passare da circa 7.500 a 6.700/6.900.

L’impatto del coronavirus è stato forte ma il gruppo ritiene che sarà anche di breve durata e non tale comunque da compromettere i piani di espansione del gruppo. Inditex infatti ha confermato gli obiettivi di crescita delle vendite di lungo termine tra il +4 e il +6 per cento a fronte di una riduzione dei costi operativi del 21 per cento. In lieve miglioramento anche le vendite per l’anno in corso: dopo il calo del 51 per cento su base annua registrato a maggio, nella prima settimana di giugno le vendite complessive hanno segnato una contrazione del 34 per cento.