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Crolla la produzone a dicembre: -5,5%

E il 2019 parte parte male: l'Istat prospetta "serie difficoltà di tenuta dei livelli di attività economica".

di Redazione |

Ormai abbiamo preso coscienza che gli ultimi sei mesi del 2018 sono stati in recessione per l’economia italiana. Nonostante ciò, stupisce l’entità del crollo della produzione industriale registrato nel mese di dicembre. L’indice destagionalizzato, come ha annunciato l’Istat, ha segnato una contrazione dello 0,8 per cento rispetto al mese precedente e del 5,5 per cento (corretto per gli effetti di calendario) rispetto a un anno fa.

Gli analisti si aspettavano addirittura un recupero attorno a +0,5 per cento a dicembre, dopo il calo superiore alle attese dell’1,6 per cento del mese precedente. Così non è stato e tutti i principali settori di attività economica hanno evidenziato variazioni tendenziali negative. Le più rilevanti sono state quelle dell’industria del legno, della carta e stampa (-13,0%), delle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-11,1%) e della fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche, altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (-7,9%).

Un dato che getta un’ombra sinsitra sul 2019, un anno che potrebbe rivelarsi a crescita zero. Ieri la Commissione europea ha abbassato a +0,2 per cento le stime sul 2019, un valore molto inferiore rispetto alla crescita di +1 per cento del Pil prevista dal Governo nella Legge di Bilancio. Anche l’Istat resta negativa sulle prospettive del nuovo anno. Nella nota congiunturale relativa a gennaio, diffusa oggi, sottolinea che «l’indicatore anticipatore ha registrato una marcata flessione, prospettando serie difficoltà di tenuta dei livelli di attività economica».

Tornando ai dati della produzione, nel complesso l’ultimo trimestre 2018 vede una flessione dell’1,1 per cento rispetto ai tre mesi precedenti. Appare comunque positivo il bilancio annuale con un incremento dello 0,8 per cento rispetto al 2017. Ciò, avverte l’Istat, «grazie all’effetto di trascinamento dovuto al positivo andamento dell’anno precedente». Nel 2018 hanno avuto una dinamica positiva i beni strumentali e quelli di consumo, mentre sono diminuiti i beni intermedi e l’energia.