Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

Pubblicità

Il potere economico

Un paese sempre più povero

Pil negativo nel primo trimestre e crescita zero nel 2019. Le nuove previsioni di Oxford Economics. 

di Redazione |

Altro che sconfiggere la povertà in Italia. Qui c’è ben poco da festeggiare. La situazione economica italiana appare sempre più critica. Dopo gli analisti del Ref anche quelli di Oxford Economics ipotizzano per il 2019 una crescita a zero e vedono una contrazione del Pil anche nel primo trimestre sulla scia del calo che ha caratterizzato il terzo e il quarto trimestre del 2018. Un'ipotesi su cui stanno convergendo pure gli esperti di Intesa Sanpaolo, secondo cui se la produzione industriale resterà negativa anche nel primo trimestre, ci sono elevate probabilità di Pil negativo nel 2019

In queste condizioni, c’è ben poco da sperare negli effetti taumaturgici del reddito di cittadinanza, tanto voluto dai cinque stelle, e che sta, faticosamente, prendendo forma. Il pericolo concreto è che invece di ridurre la povertà, il governo renda più povera l’intera nazione.

Anche perché, come sottolineano da Oxford Economics, «i rischi alle loro previsioni sono chiaramente al ribasso». Ci sono infatti fattori esterni da tenere in considerazione come un rallentamento dell’Eurozona superiore alle attese o un inasprimento della guerra commerciale. A questi vanno aggiunti anche fattori interni come complicazioni sul fronte politico che potrebbero portare a nuove tensioni sui mercati finanziari, in particolare sullo spread. Se uno solo di questi eventi si verificasse, sostiene il capo economista Luca Nobile, il 2019 sarebbe da archiviare come un anno decrescita per l'Italia.

In questo caso, il divario dell’Italia dal resto dell’eurozona sarebbe ancora più marcato e la spiegazione, secondo Oxford Economics, è da ricercare anche nelle policy del governo, che hanno finito con il creare incertezza mettendo un freno a mercati e aziende.  

In questa situazione, non aiuta la discussa legge di Bilancio messa a punto dall’esecutivo. Nonostante abbia accolto le richieste arrivate da Bruxelles, mettendo al riparo l’Italia da un’eventuale procedura di infrazione, essa non porta avanti riforme strutturali e non punta alla crescita. Contiene soprattutto un aumento delle misure di spesa fino al 2020, che potrebbero richiedere il prossimo anno un aumento dell’IVA, una misura che andrebbe a minare la già debole crescita, osservano da Oxford Economics.

Tanto più che il governo mantiene un'ipotesi di crescita dell'1 per cento nonostante tutti i principali centri economici abbiano avanzato previsioni ben più caute. La Commissione europea ha indicato per il 2019 una crescita del Pil dello 0,2 per cento, mentre il Fmi internazionale ha mantenuto la stima di +0,6 per cento criticando però reddito di cittadinanza e quota 100

I conti pubblici restano una criticità per il paese, ma gli economisti non vedono pericoli di un'imminente crisi fiscale in quanto l'enorme debito italiano ha una scadenza per lo più lunga. Rischi invece potrebbero arrivare dal fronte politico dove le contraddizioni e le tensioni tra Lega e m5s si fanno sempre più evidenti al punto da considerare come «un'evidente possibilità» nuove elezioni nel 2019.