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Il potere economico

La frenata Usa mette in stand-by la Fed

Economisti più cauti sulla crescita degli Stati Uniti. E una piccola percentuale crede ora possibile un taglio dei tassi entro fine anno. 

di Redazione |

Borse deboli in Europa e negli Usa in attesa delle decisioni della riunione odierna della Fed e degli sviluppi nei colloqui Usa-Cina sui dazi, con lo sguardo fisso anche sulle novità in arrivo dalla Brexit, che va verso il rinvio rispetto alla data del 29 marzo.

«I negoziati USA-Cina sul commercio estero - commentano gli esperti di Intesa Sanpaolo - proseguiranno nelle prossime settimane, con l’obiettivo di arrivare a una conclusione entro fine aprile, secondo il rappresentante Usa per il commercio Lighthizer». Secondo quanto ha riportato il Wall Street Journal, Lighthizer e il segretario al Tesoro Steven Mnuchin voleranno a Beijing la prossima settimana per incontrate il vicepremier Liu He e proseguire nei colloqui.  

«L’accordo - sottolineano ancora da Intesa Sanpaolo - dovrebbe includere un impegno ad aumentare le importazioni cinesi dagli USA, a migliorare la protezione della proprietà intellettuale, a ridurre il trasferimento forzato di tecnologia, e a permettere alle imprese americane di operare autonomamente. Il meccanismo di controllo dell’implementazione degli accordi dovrebbe passare attraverso consultazioni bilaterali a diversi livelli, e in assenza di una soluzione in caso di dispute, gli USA potrebbero imporre dazi, mentre la Cina non avrebbe questa opzione. Una questione ancora da risolvere riguarda l’abolizione dei dazi del 2018. Gli USA sarebbero disposti a eliminare subito quelli del 10% su 200 miliardi di importazioni cinesi, ma non quelli del 25 per cento su 50 miliardi imposti a giugno-luglio, che in teoria sarebbero stati giustificati dalle pratiche cinesi di trasferimento forzato di tecnologia americana. La Cina eliminerebbe da subito i dazi su 110 miliardi di dollari di importazioni dagli USA».

I fari restano dunque accesi sulle trattative in corso che occuperanno ancora le prossime settimane. Oggi invece l’attenzione si fissa sulla riunione del Fomc della Fed. Il mercato dà per scontato che i tassi resteranno sui valori attuali, ma dalla riunione odierna attendono indicazioni sulle mosse dei prossimi anni.

«La riunione del FOMC - dicono da Intesa Sanpaolo - sarà un test della determinazione del Comitato a non dare guidance. Il comunicato e la conferenza stampa di Powell dovrebbero confermare una fase di paziente attesa nella determinazione dei tassi, mentre si valuta l’evoluzione di diversi fattori di rischio (crescita globale, dazi, incertezza politica). I tassi dovrebbero esser definiti “appropriati” su livelli all’interno delle stime di neutralità, con un quadro di inflazione che non richiede interventi urgenti».

Da un recente sondaggio effettuato da CNBC tra economisti e money manager emerge che il 60 per cento degli intervistati vede un rialzo del costo del denaro entro l’anno, una percentuale in calo rispetto al 78 per cento di un paio di mesi fa, mentre ora c’è un 14 per cento che vede addirittura un taglio dei tassi prima di dicembre.

La situazione economica degli Stati Uniti si sta infatti indebolendo. Sempre dal sondaggio emerge che la stima media per quest’anno indica una crescita del Pil Usa del 2,3 per cento (era il 2,44 per cento a gennaio), in linea con la stima del governo, e una crescita inferiore al 2 per cento nel 2020. Nel 2018 il Pil Usa aveva segnato un aumento del 2,9 per cento, il più elevato degli ultimi 13 anni.

Secondo gli intervistati, le principali cause della frenata economica sono il rallentamento dell’economia mondiale e le politiche protezionistiche avviate da Trump. Se Trump vuole restare al governo per i prossimi 4 anni, ha bisogno di raggiungere al più presto un accordo commerciale con la Cina e avviare un ribasso delle tariffe doganali al fine di recuperare fiducia, incrementare gli investimenti e stimolare l’economia, dice un analista. Sempre dal sondaggio emerge che il 79 pe cento degli intervistati si attende un accordo Usa-Cina entro l’anno.