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Il potere economico

Inizio anno con il turbo per gli Usa

Nel primo trimestre l'economia è cresciuta del 3,2 per cento, ritmo più veloce dal 2013. E ora si guardano le mosse della Fed.

di Redazione |

Dopo un fine 2018 al rallentatore, l’economia americana ha rimesso il turbo. La stima preliminare del Pil nel periodo gennaio-marzo indica una crescita del 3,2 per cento su base annualizzata, ritmo più veloce degli ultimi sei anni. Il dato spiazza ogni previsione: gli analisti si aspettavano una crescita attorno al 2,5 per cento, con i più ottimisti che si erano spinti fino al 2,9 per cento.

L’economia americana si è dunque rafforzata più del previsto, grazie soprattutto al traino della spesa per consumi, salita dell'1,2 per cento, più delle attese. Un contributo positivo è arrivato anche dalle scorte e dal commercio come conseguenza di una crescita dell'export a fronte di importazioni in contrazione. La crescita ha recuperato terreno rispetto a quel misero 2,2 per cento di incremento messo a segno nel quarto trimestre dell’anno scorso, allontanando i timori di un’ulteriore frenata nel corso del 2019 e dissipando del tutto la paura di una recessione in agguato.

Il nuovo anno non era partito sotto i migliori auspici: borse in caduta, uffici governativi chiusi durante lo shutdown più lungo della storia americana (da metà dicembre fino a quasi tutto gennaio), un crescendo di tensioni commerciali tra Cina e Usa che allontanavano le speranze di un possibile accordo. I segnali di rallentamento economico erano inequivocabili, negli Usa come nel resto del mondo, in particolare in Cina e in Europa. A inizio aprile il Fondo monetario internazionale ha annunciando che il 2019 sarà l'anno con la crescita più debole dal 2009

Perfino la Federal Reserve aveva dovuto dichiarare di navigare a vista, ricorrendo alla virtù della pazienza in attesa di segnali più chiari dall’economia. Parole che i mercati avevano inteso come uno stop alla politica di normalizzazione dei tassi e quindi uno stop a ulteriori rialzi del costo del denaro nel corso dell’anno. 

Rispetto a poche settimane fa, il quadro appare decisamente a tinte meno fosche. Wall Street ha appena ritoccato i nuovi massimi storici raggiunti a settembre, portando indietro il mercato di sette mesi, mentre prosegue a ritmi serrati il dialogo tra Usa e Cina sui dazi con l’obiettivo di raggiungere in breve tempo a un accordo. E anche la Cina ha archiviato un primo trimestre più sostenuto delle attese. manca all'appello l'eurozona, i cui dati di crescita dell'economia saranno diffusi martedì prossimo 30 aprile. Anche in questo caso, però, sono arrivati segnali di risveglio dalla Germania.  

L'attenzione ora si sposta sulle decisioni della Fed. La prossima riunione è imminente ed è in calendario per il primo maggio. Un rafforzamento dell'economia potrebbe indurre a rivedere la politica wait and see che ha adottato fino ad oggi. E bisogna anche tenere conto di cosa accade sul fronte dell'inflazione dove il rincaro del petrolio sta facendo sentire i suoi effetti.