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Il potere economico

Italia più povera senza l'Europa

Lo sostiene il governatore di Bankitalia, che avverte: un ulteriore aumento del deficit potrebbe rivelarsi controproducente per l'economia.  

di Redazione |

Nel giorno in cui il governo si appresta a rispondere a Bruxelles nel tentativo di convincere la Commissione a non avviare una procedura d’infrazione per deficit eccessivo nei nostri confronti, tocca al governatore di Bankitalia ridare fiducia e rassicurare i mercati, dove lo spread Btp-Bund è volato sopra quota 290 mentre piazza Affari sta sprofondando dell’1,7 per cento.  

«Saremmo stati più poveri senza l'Europa, lo diventeremmo se dovessimo farne un avversario», ha dichiarato Ignazio Visco durante il consueto appuntamento di fine maggio con banchieri e imprenditori in occasione delle Considerazioni finali della Banca d’Italia.

L’ingresso nell’area dell’euro ha consentito all’Italia di tenere a bada l’inflazione, una sorta di tassa occulta che ha ridotto per anni il potere d'acquisto delle famiglie costringendo «il Paese a ricorrenti svalutazioni del tasso di cambio, con benefici temporanei per alcune imprese e costi per la collettività», ha sottolineato Visco, ricordando che l’ingresso nell’euro ha anche permesso all’Italia di far scendere i tassi di interesse, sia quelli pagati dallo Stato sui titoli dei debito pubblico, sia quelli sui prestiti a famiglie e imprese. 

Pertanto, «quelli che oggi sono talvolta percepiti come costi dell'appartenenza all'area dell'euro sono, in realtà, il frutto del ritardo con cui il Paese ha reagito al cambiamento tecnologico e all'apertura dei mercati a livello globale» ha precisato Visco, secondo cui «le esitazioni nel processo di riduzione degli squilibri nei conti pubblici hanno compresso i margini per le politiche volte alla stabilizzazione macroeconomica e a innalzare durevolmente la crescita».

«Sta a noi – ha affermato il Governatore – maturare la consapevolezza dei problemi e affrontarli, anche con l'aiuto degli strumenti europei. Altri – ha aggiunto – hanno saputo farlo in modo efficace». 

Parole che sono un chiaro invito al governo a non cercare altre scorciatoie attraverso un ulteriore aumento del deficit per sostenere la crescita. «Limitarsi alla ricerca di un sollievo congiunturale mediante l’aumento del disavanzo pubblico può rivelarsi poco efficace, addirittura controproducente quando determini un peggioramento delle condizioni finanziarie e della fiducia delle famiglie e delle imprese», ha sottolineato Visco.