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Economia italiana in stallo

Persiste uno scenario di moderazione dell'attività economica, dice l'Istat nella nota mensile. 

di Redazione |

L’economia italiana resta ancora in una fase di stallo. E’ quanto emerge dalla nota mensile dell’Istat sull’andamento dell’economia. A maggio l’indicatore anticipatore «ha segnato un’ulteriore diminuzione seppur di minore entità rispetto al mese precedente, suggerendo la persistenza di uno scenario di moderazione dei livelli di attività economica», si legge nella nota.

In particolare, nel primo trimestre del 2019, il Pil italiano ha registrato un aumento congiunturale dello 0,1%. La crescita è stata alimentata dal contributo positivo della domanda estera netta e dalla domanda interna. Le scorte al contrario hanno fornito un apporto fortemente negativo. Nel primo trimestre, le ore lavorate sono aumentate a un ritmo superiore a quello del Pil, mentre ad aprile il mercato del lavoro ha presentato complessivi segnali di stabilità. E’ rallentata l’inflazione al consumo, confermandosi inferiore a quella media dell’area dell’euro anche nella misura di fondo.

A maggio, l’indice del clima di fiducia dei consumatori è tornato ad aumentare trainato dalla componente economica e da quella corrente. L’aumento della fiducia per il clima futuro è stato più contenuto così come il miglioramento delle attese sulla disoccupazione. Anche il clima di fiducia delle imprese ha registrato un lieve miglioramento, diffuso a tutti i settori. Le imprese manifatturiere hanno evidenziato un miglioramento sia dei giudizi sugli ordini sia delle attese sulla produzione unitamente a una diminuzione del saldo relativo alle scorte di magazzino. 

Segnali di economia in stallo arrivano anche dall’indice Pmi del settore servizi, calcolato da Ihs Markit, che a maggio è sceso a quota 50, considerata la soglia spartiacque tra contrazione e espansione del comparto, da 50,4 di aprile. Il dato è ai minimi da gennaio 2015 ma appare migliore delle attese degli analisti che indicavano un punteggio, per maggio, sotto quota 50, pari a 49,5.

Anche il Pmi manifatturiero, diffuso ieri, è apparso, a sorpresa, migliore del previsto e a maggio è risalito da 49,1 a 49,7 spiazzando gli analisti che avevano previsto un’ulteriore contrazione a 48,6. Il dato appare migliore anche a quello della Germania, il cui Pmi a maggio è rimasto fermo a 44,3 continuando a segnalare una fase di difficoltà dell’attività manifatturiera.