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Il potere economico

Procedura di infrazione per l'Italia

Per Bruxelles è una misura giustificata dall'ulteriore aumento del debito nel 2018. L'ultima parola spetta all'Ecofin del 9 luglio. 

di Redazione |

L’Italia non rispetta le regole europee sul debito (sotto il 60 per cento in rapporto al Pil). Il rapporto debito/Pil è salito anche nel 2018 e con ogni probabilità continuerà a farlo nel 2019 e nel 2020. Un comportamento che, secondo la Commissione europea, giustifica una procedura per disavanzo eccessivo nei confronti del nostro paese.

Una decisione annunciata che non coglie di sorpresa il governo. Il premier Conte apre a una trattativa con Bruxelles per evitare la procedura e le conseguenze che questo comporterebbe per il paese. «Farò tutto il possibile per scongiurarla» afferma dichiarandosi ottimista al riguardo. In effetti quella della Commissione europea è solo una raccomandazione: l’ultima parola definitiva sull’avvio di una procedura di infrazione spetta infatti all’Ecofin, il meeting dei ministri delle finanze europei, che si riuniranno il prossimo 9 luglio. L'Ecofin potrebbe anche decidere un rinvio in attesa di nuove misure che vadano a correggeere il tiro o una sospensione in cambio di nuove misure che vadano a correggere il tiro. 

«La mia porta resta aperta», ha risposto il commissario agli Affari economici Pierre Moscovici, anche se questa volta sarà dura convincere l’Europa. Invece di scendere, l’anno scorso il debito/Pil dell’Italia è salito dal 131,4 al 132,2 per cento. E quest’anno Bruxelles lo prevede in ulteriore crescita al 133,7 per cento. L’Italia ha un mese di tempo per mettersi in regola ed evitare la procedura di infrazione, che può portare fino a sanzioni pecuniarie nei confrontipari allo 0,2 per cento del Pil, cioè fino a 3,6 miliardi.

La Commissione aveva già espresso la stessa posizione nei confronti dell’Italia anche lo scorso novembre. Allora sotto accusa c’era il debito del 2017, eredità del precedente governo. La raccomandazione non aveva poi trovato seguito. Ora nel mirino dell’Europa c’è invece il debito del 2018, frutto delle decisioni del governo gialloverde che hanno finito con il far lievitare ancora di più il debito senza riuscire a far crescere l’economia.

In particolare Bruxelles punta il dito su alcuni provvedimenti di Lega e M5s che hanno di fatto rappresentato un passo indietro rispetto alle riforme avanzate dal precedente esecutivo. In campo pensionistico il riferimento è chiaramente all'introduzione di quota 100, che ha finito con indebolire la sostenibilità a lungo termine dei conti italiani.