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Il potere economico

Rischio Pil nullo o negativo nel II trimestre

Aprile porta nubi sull'economia italiana: crolla la produzione di auto e l'industria fa un nuovo passo indietro. A rischio anche la Germania. 

di Redazione |

Il secondo trimestre inizia con il freno tirato. La conferma arriva dall’ultimo dato dell’Istat sulla produzione industriale italiana, scesa in aprile per il secondo mese consecutivo dopo gli aumenti di gennaio e febbraio. La flessione è stata dello 0,7 per cento rispetto a marzo, quando la produzione ha segnato un tonfo dell'1,00 per cento (corretto al ribasso da -0,9 per cento). Anche in termini tendenziali, la produzione, corretta per gli effetti di calendario, segna in aprile una contrazione dell’1,5 per cento.

«Supponendo che l'indice rimanga invariato sia a maggio che a giugno, il 2019T2 potrebbe mostrare un calo di -1,1% t/t. Si rafforza, quindi, l’aspettativa che la crescita del PIL nel secondo trimestre possa essere nulla o negativa», scrivono gli analisti di Intesa Sanpaolo nella nota giornaliera odierna, sottolineando che il dato ha colto di sorpresa il mercato: le attese erano per una crescita congiunturale dello 0,1 per cento.

«La produzione è diminuita di 4 mesi consecutivi tra settembre e dicembre 2018, poi è rimbalzata bruscamente a gennaio e febbraio prima di ridiscendere a marzo e aprile: quindi, fino ad oggi, ci sono poche prove che sia stata avviata una ripresa», aggiungono gli esperti di Intesa Sanpaolo. I quali notano anche che «lo spaccato dei dati non è incoraggiante. A livello di utilizzo finale, solo l'energia è cresciuta (+ 3,6% m/m), mentre forti flessioni hanno riguardato sia i beni intermedi (-2,6%), sia i beni di investimento (-3,8%). Anche la produzione di beni di consumo è diminuita (-0,6%), più o meno in linea con la media per l’industria».

A soffrire in particolare è il settore delle quattro ruote. In aprile la produzione italiana di autoveicoli è crollata del 17,1 per cento rispetto a un anno prima, con una flessione nei primi quattro mesi dell’anno del 14,7 per cento. Senza il volano dell’industria automobilistica, Germania e Italia restano con le gomme a terra.

Aprile è stato anche peggiore per la produzione industriale tedesca, crollata dell’1,9 per cento rispetto a marzo, spiazzando anche in questo caso le aspettative degli analisti che avevano stimato una contrazione dello 0,5 per cento. Rispetto a aprile 2018, la flessione è stata dell’1,8 per cento.

Anche l'economia tedesca sta attraversando un periodo di debolezza. La scorsa settimana la Bundesbank ha tagliato le stime di crescita per il paese portandole allo 0,6 per cento nel 2019 e all'1,2 per cento nel 2020 rispetto all'1,6 per cento indicato in precedenza per entrambi gli anni. Lo scorso aprile anche il governo tedesco aveva ridotto le stime di crescita allo 0,5 per cento quest'anno indicando però per il 2020 una crescita dell'1,5 per cento.