Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

Pubblicità

Il potere economico

Recessione dietro l'angolo in Germania

Il secondo trimestre sarà all'insegna della debolezza. Pesano le tensioni commerciali Usa-Cina e la flessione delle vendite mondiali di auto. 

di Redazione |

La locomotiva tedesca si è di nuovo inceppata e questa volta rischia di risucchiare nel vortice discendente il resto del Vecchio Continente. Come sottolineano gli analisti, se la Germania tossisce, tutta l'Europa si ammala.

Dopo la crescita sostenuta del primo trimestre (+0,4 per cento congiunturale e +0,7 per cento tendenziale) ci si era illusi che l'economia avesse ripreso a correre e che il peggio fosse alla spelle. I mesi primaverili hanno invece registrato un brusco rallentamento dell'attività, come emerso dagli ultimi dati macro diffusi. 

A maggio l’indice Pmi dei manager addetti agli acquisti del settore manifatturiero è diminuito a 44,3, vicino al livello più basso dal 2012, registrando un’ulteriore limatura rispetto al 44,4 di aprile. Si tratta del quinto mese consecutivo in cui il Pmi manifatturiero si mantiene sotto quota 50, una soglia che fa da spartiacque tra una fase di espansione e una di contrazione. Ciò significa, dicono gli analisti, che il settore manifatturiero tedesco è in recessione da gennaio.

Due in particolare le cause di questa debolezza economica. La prima riguarda il protrarsi delle tensioni Usa-Cina e i risvolti negativi che stanni colpenso il commercio mondiale e la crescita. L’Australian Productivity Commission ha pubblicato un report in cui afferma che se tutti i paesi alzassero i dazi del 15 per cento, il Pil globale scenderebbe del 2,9 per cento, azzerando di fatto la crescita mondiale che si aggira attorno al 3 per cento.

Un’economia fortemente orientata all’export come quella tedesca si trova ad essere tra le più penalizzate dall’attuale situazione. Ad aprile le esportazioni tedesche sono scese del 3,7 per cento rispetto al mese precedente, riflettendo soprattutto la debolezza della domanda proveniente dal resto dell’Unione europea. La situazione potrebbe solo peggiorare se Trump decidesse di alzare i dazi anche sull'import di auto tedesche, come ha già minacciato più volte di fare. 

Il secondo fattore che pesa sulla congiuntura tedesca è proprio la debolezza dell’industria dell’auto, una delle colonne portanti dell’economia di Francoforte. La domanda di vetture è più fiacca del previsto a livello globale e le aspettative sono di un ulteriore indebolimento durante il corso dell’anno, dopo che già il 2018 aveva registrato, per la rima volta dalla grande crisi del 2008, una frenata delle vendite mondiale di veicoli. Proprio il rallentamento del settore auto è alla base della caduta della produzione tedesca di aprile, calata a sorpresa dell’1,9 per cento rispetto al mese precedente.