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La recessione dolce è in agguato

Occhi puntati sull'incontro Trump-Xi al G20 di Osaka del fine settimana. In caso di non accordo sui dazi, effetti negativi su crescita e borse. 

di Redazione |

Tutti con lo sguardo incollato al G20 di Osaka del fine settimana. Più che per la riunione in sé, dicono gli analisti, per gli eventuali incontri bilaterali che faranno da corollario, in particolare quello tra Trump e Xi. Il presidente Usa e il suo omologo cinese dovrebbero avere un faccia a faccia sui dazi, cercando di riaprire la trattativa e mettere la parola fine alla guerra commerciale iniziata dall’inquilino della Casa Bianca.

Gli esperti di UBS non si aspettano un’escalation ma avvertono che se Trump e Xi non troveranno un accordo e si dovesse andare verso nuove sanzioni, economia mondiali e mercati potrebbero subire seri contraccolpi.

Secondo l’ufficio studi della banca svizzera, l’inasprimento del conflitto commerciale porterebbe l’economia mondiale verso una recessione dolce, togliendo lo 0,75 per cento di crescita al Pil nell’arco di sei trimestri con un impatto più ampio in Cina, dove la minore crescita sarebbe attorno all’1,2 per cento (con una crescita del Pil sotto il 6 per cento), e negli Usa, dove i dazi toglierebbero un 1 per cento alla crescita. Resterebbe più defilata l’Europa, per la quale UBS stima un minor incremento del Pil dello 0,75 per cento.

Lo scenario avrebbe però effetti pesanti anche sui mercati azionari, con una possibile caduta degli indici, che ora sono attorno ai nuovi massimi storici, del 20 per cento. Nel solo mese di maggio, alla notizia dell’interruzione delle trattative tra Usa e Cina, Wall Street ha segnato una caduta del 6,5 per cento.

In attenta osservazione anche le banche centrali. La Fed ha già invertito marcia interrompendo in fretta la politica di normalizzazione dei tassi e aprendo le porte a un calo dei tassi Usa, probabilmente già a luglio. In caso di rottura tra Trump e Xi al G20, Powell potrebbe decidere un taglio dello 0,5 per cento già nella riunione del FOMC del mese prossimo, per poi tagliare di un altro mezzo punto percentuale in seguito. UBS in questo caso ipotizza che il rendimento dei titoli di Stato Usa a dieci anni possa scendere al minimo storico. In movimento anche la Banca centrale cinese e la Bce, con misure espansive.

Un’altra batosta per l’economia mondiale, di cui UBS non tiene conto nel suo studio, potrebbe arrivare dall’inasprimento delle tensioni tra Usa e Iran, con le possibili ricadute in termini di aumento del prezzo del greggio. Trump minaccia infatti di imporre maggiori sanzioni contro Tehran, oltre a quelle già attivate sull’export di petrolio e su altri settori, per prevenire che il paese possa ottenere armi atomiche.