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Il potere economico

Wall Street da record dopo la tregua sui dazi

Le trattative Usa-Cina si sono sbloccate ma un accordo resta lontano. La parola passa ora alla Fed. 

di Redazione |

Il tono cooperante e disteso che ha caratterizzato l’incontro Xi-Trump sui dazi, avvenuto a margine della riunione dei G-20 di Osaka, ha innescato una ventata di ottimismo sulle borse, portando Wall Street al nuovo record storico.

Non mancano i motivi per festeggiare. Le trattative tra Usa e Cina possono dunque riprendere. Si allontanano, dunque, le ipotesi di nuovi imminenti dazi e le ulteriori inevitabili ritorsioni economiche tra i due paesi che hanno già provocato una battuta d’arresto per entrambe le economie.

Un esito positivo che non era scontato alla vigilia del summit e che ha riportato gli acquisti sull’azionario. La borsa di Tokyo e quella di Shanghai hanno chiuso con un progresso di oltre il 2 per cento. Tutte in rialzo anche le piazze europee, con Francoforte e Londra che avanzano di oltre l’1 per cento e Milano che invece è la Cenerentola del Vecchio Continente con un guadagno inferiore allo 0,4 per cento.

Poco dopo l’apertura, Wall Street scatta in avanti e va a ritoccare i nuovi record storici. Lo S&P 500 si porta a 2.968, in aumento dello 0,9 per cento, battendo di qualche punto il precedente massimo storico segnato lo scorso 21 giugno e portando il progresso da inizio anno ad oltre il 18 per cento. Il Nasdaq avanza del'1,22 per cento a 8.099, non molto distante dal record di 8.176 del 29 aprile scorso (+22 per cento da inizio anno). Con un progresso dello 0,57 per cento il Dow Jones sale a 26.746 punti, +14 per cento da inizio anno, anche in questo caso non molto distante dal massimo di 26.951 del 10 marzo 2018.   

Ognuno dei due paesi ha offerto una concessione all’altro per tornare al tavolo dei negoziati. Gli Stati Uniti hanno revocato il bando di esportazione di prodotti tecnologici a Huawei, pur mantenendolo su prodotti collegati alla sicurezza nazionale (i dettagli sui prodotti ancora bloccati non sono noti), e ha congelato l’imposizione di dazi del 25 per cento su più di 300 miliardi di importazioni cinesi, mentre la Cina ha aumentato gli acquisti di prodotti agricoli americani (soia).

«Lo sblocco delle trattative è certamente un elemento positivo per lo scenario economico globale, ma il raggiungimento di un accordo resta ancora lontano, soprattutto alla luce dell’opposizione interna, soprattutto in Cina, ad ampie concessioni alla controparte, come si è visto a maggio» commentano gli esperti di Intesa Sanpaolo.

I quali sottolineano anche come ora l’attenzione si sposti sulla prossima riunione del FOMC. Secondo le attese del mercato, la Fed dovrebbe tagliare a luglio i tassi sui Fed Funds addirittura di mezzo punto percentuale in risposta ai timori per l’economia derivanti da un’escalation delle tensioni commerciali tra Usa e Cina.

La ripresa delle trattative tra le due super potenze economiche, commentano ancora gli analisti di Intesa Sanpaolo, «blocca (almeno per ora) il temuto deterioramento dello scenario, pur senza eliminare il clima di incertezza prevalente. In questa circostanza, quindi, i dati economici del prossimo mese assumono maggiore rilievo e le audizioni di Powell in Congresso a metà luglio saranno cruciali per ancorare le aspettative sui tassi».