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Il potere economico

Wall Street guarda oltre gli utili

J.P Morgan inaugura la nuova stagione delle trimestrali. Che non promette nulla di buono. Ma le borse aspettano la Fed.  

di Redazione |

Spetterà, come sempre, alle grandi banche americane aprire la stagione degli utili relativa al secondo trimestre. Oggi sono attesi i conti di J.P. Morgan (utile per azione di 2,82 dollari, superiore alle attese del mercato di 2,5 dollari), Goldman Sachs, Wells Fargo e Charles Schwab, ma anche quelli di due colossi della Corporate America: Johnson & Johnson e Domino’s Pizza.

Le stime ci dicono che non sarà un trimestre particolarmente brillante. Gli analisti di FactSet prevedono per le società dello S&P 500 un utile per azione complessivamente in calo del 2,6 per cento nei mesi primaverili rispetto a un anni prima, a fronte di ricavi in progresso del 3,8 per cento. Si tratta di un peggioramento delle stime rispetto a fine marzo, quando gli stessi analisti si aspettavano un calo dello 0,5 per cento per l’utile per azione e un aumento del 4,5 per cento per il fatturato.

Eppure Wall Street non sembra particolarmente preoccupata. Nonostante le attese di una frenata degli utili nel secondo trimestre, e nonostante le preoccupazioni per il rallentamento della crescita economica (nel secondo trimestre il Pil cinese è cresciuto del 6,2 per cento rispetto a un anno prima, il livello più basso degli ultimi 27 anni) a causa soprattutto della guerra commerciale in corso tra Stati Uniti e Cina, l'S&P 500 ha da poco segnato i massimi storici superando per la prima volta i 3000 punti, con un progresso da inizio anno di oltre il 20 per cento. 

Ad alimentare gli acquisti, sono soprattutto le attese di un imminente taglio dei Fed Funds da parte della Fed, molto probabilmente già nella seduta di fine mese, il 31 luglio. Con questa mossa la Fed rende tangibile il cambio di rotta a 360 gradi della propria politica monetaria.

Nelle ultime settimane Jerome Powell e gli altri banchieri centrali hanno infatti dichiarato di essere pronti ad abbandonare la strada della normalizzazione dei tassi, che solo l’anno scorso aveva condotto a ben 4 rialzi del costo del denaro. Di fronte a crescenti rischi di un rallentamento economico, e in presenza di un’inflazione che continua a non crescere quanto la Fed vorrebbe, Powell e i suoi hanno deciso di agire a sostegno dell’economia abbassando di nuovo i tassi.  

Gli analisti avvertono che le prossime settimane potrebbero essere molto volatili per le Borse, e non è detto che il mercato debba per forza stornare dai massimi. I dati in arrivo dalle società potrebbero infatti riservare sorprese positive sulla redditività, come è già accaduto nel primo trimestre: a fronte di attese di un calo dell’utile per azione del 3,9 per cento, la flessione è stata molto più contenuta, nell’ordine dello 0,3 per cento.

Non solo dati. L’attenzione del mercato sarà infatti incentrata anche sulle aspettative comunicate dalle società per la seconda metà dell’anno. Indicazioni fondamentali per capire cosa potranno riservare i prossimi mesi. Per il terzo trimestre gli analisti si attendono utili piatti e ricavi in aumento del 3,8 per cento per le società dello S&P 500. Inoltre, con il fatturato che cresce e gli utili che rallentano, è da mettere in conto una contrazione dei margini, ulteriore motivo di preoccupazione per i mercati. Che per ora, però, restano ottimisti. Grazie alla Fed pronta ad agire sui tassi per sostenere la crescita e alla tregua in corso tra Usa e Cina sui dazi dopo la ripresa dei colloqui tra i due paesi.