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Il potere economico

Prosegue il boom di IPO su AIM Italia

Altre 15 aziende pronte a debuttare entro fine anno, oltre alle 14 già sbarcate da inizio 2019.  

di Redazione |

Da inizio anno è il listino che ha corso di meno. L’indice FTSE AIM Italia segna infatti un modesto +8 per cento contro il +21 per cento dell’FTSE MIB, il +16 per cento dell’FTSE STAR, il +12 per cento dellìFTSE MID Cap e il +11 per cento dell’FTSE SMALL Cap. Eppure le 121 società quotate sull’AIM Italia, il listino organizzato e gestito da Borsa Italiana riservato alle piccole e medie imprese, godono di ottima salute e hanno continuato a crescere.

Nel 2018 il giro d’affari complessivo è ammontato a 5,6 miliardi di euro, con un incremento del 30 per cento, di cui il 37 per cento generato all’estero, mentre l’EBITDA ha registrato un aumento medio del 35 per cento. Non solo. Sono 36 le società che quest’anno distribuiranno dividendi (sugli utili del 2018), per un ammontare complessivo di 69,6 milioni di euro (contro i 60,6  milioni di euro di cedole distribuite nell’esercizio precedente) e con un dividend yield medio stabile al 2,7 per cento. Nel 2018 queste aziende hanno inoltre aumentato la forza lavoro impiegando circa 18.000 dipendenti, il 22 per cento in più rispetto ai 16.200 dipendenti del 2017.

«AIM Italia rappresenta un acceleratore della crescita delle PMI - afferma Anna Lambiase, fondatore e CEO di IR Top Consulting, società leader in Italia nella consulenza direzionale per i Capital Markets (quotazione in Borsa e Corporate Finance) e le Investor Relations nonché partner di Borsa Italiana - e anche un valido strumento a supporto dell’internazionalizzazione: sono 151 le operazioni di finanza straordinaria portate a termine nel periodo 2018-2019, con una quota del 20 per cento di target estere, come emerge dalle analisi svolte dal nostro Osservatorio AIM». 

AIM Italia, nato nel 2009 sulla scia del successo dell’AIM di Londra, continua dunque ad attirare l’interesse del mercato, sia delle aziende pronte a quotarsi sia degli investitori. «Gli incentivi fiscali sui costi di quotazione per le PMI, ad un anno dal decreto attuativo, costituiscono elemento di traino alla crescita delle IPO sul mercato AIM con 14 nuove quotazioni nel 2019 e 26 nel 2018, con una stima di ulteriori 15 IPO entro fine anno», precisa Lambiase sottolineando che «l’incremento degli Investitori rappresenta un segnale di fiducia verso il mondo delle PMI nazionali». 

Nell’azionariato delle società AIM Italia sono presenti 132 Investitori Istituzionali, il crescita del 29 per cento rispetto a un anno prima, di cui 31 italiani (23 per cento) e 101 esteri (77 per cento), per un investimento complessivo pari a circa 814 milioni di euro, che corrisponde a circa il 12 per cento della capitalizzazione del mercato, pari a 7,6 miliardi. Gli investitori italiani detengono un investimento pari a 394 milioni di euro (48 per cento del totale), gli esteri un investimento pari a 419 milioni di euro (52 per cento).

Oltre a essere strumento di crescita e internazionalizzazione, AIM svolge una funzione decisiva come strumento di finanziamento. In dieci anni la raccolta da IPO è stata complessivamente pari a 3,7 miliardi, con una raccolta media per Ipo di 7,9 milioni, cui si aggiunge una raccolta da mercato secondario di 781 milioni di euro. Quanto ai settori più rappresentativi, il 18 per cento delle società quotate sono indistriali, il 17 per cento appartiene al settore finanza (che include le SPAC), il 16 per cento sono società tecnologiche, il 14 per cento si ascrive al settore dei media e il 9 per cento a quello energia e rinnovabili. Il 45 per cento delle società quotate ha sede in Lombardia, il 14 per cento in Emilia Romagna e il 10 per cento in Lazio. Il mercato comprende anche 3 società estere. 

Nel 2019 AIM continua la propria espansione. Le nuove società sono state 17: in particolare, le IPO sono state 14 per una raccolta complessiva pari a 102 milioni di euro (Pattern, Relatech, Mazzocchi Pompe, Officina Stellare, Gibus, Eles, Sirio, AMM, CrowdFundMe, SEIF, Gear1, MAPS, Neosperience, Ilpra) e le ammissioni a seguito di Business Combination con SPAC già quotate sono state 3: Comer Industries (accelerated Business Combination con Gear1), SICIT e Antares Vision, rispettivamente a seguito della fusione con le SPAC SprintItaly e ALP.I. Le 14 nuove IPO 2019 appartengono ai settori Tecnologia (5 società), Industria (4 società), Finanza (2 società), Servizi (1 società) , Media (1 società), Moda e Lusso (1). 12 società sono PMI con fatturato inferiore a 50 milioni di euro.