Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

Pubblicità

Il potere economico

Pil europeo e Fed, settimana decisiva

Crescita e inflazione nell'eurozona sono attese in rallentamento. Negli Usa atteso il primo taglio dei tassi dal 2008.

di Redazione |

Fine mese cruciale per i mercati, concentrati in particolare sulla giornata di mercoledì 31 luglio. In Europa Eurostat comunica le stime preliminari sul Pil del secondo trimestre. «Ci aspettiamo un rallentamento generalizzato rispetto a inizio anno, a 0,1% t/t, per la media Eurozona. Solo la Francia - commentano gli esperti di Intesa Sanpaolo - potrebbe aver mantenuto il ritmo dei tre mesi precedenti (0,3% t/t); la Spagna è attesa in marginale rallentamento, ma su ritmi ancora sostenuti (0,6% t/t), mentre è possibile un numero marginalmente negativo in Italia».

Sempre mercoledì sarà diffuso anche il dato sull’inflazione di luglio e sulla disoccupazione di giugno. «I dati preliminari sui prezzi al consumo sempre a luglio - dicono gli stessi analisti - dovrebbero mostrare un rallentamento generalizzato dell’inflazione, da 1,3% a 1% per la media area euro, da 1,5% a 1,4% in Germania, da 1,4% a 1,3% in Francia e da 0,8% a 0,5% in Italia».

Valori quindi ben inferiori a quel 2 per cento di medio periodo a cui aspira la Bce. Con l’economia in frenata e i prezzi al consumo in rallentamento, Draghi non resterà alla finestra ancora a lungo. Il taglio dei tassi a settembre appare sempre più probabile. Specie dopo che la scorsa settimana il consiglio direttivo ha aperto la porta a un nuovo calo del costo del denaro, annunciando anche la possibilità di avviare un nuovo intervento di Quantitative Easing.   

Settimana importante anche per lo scenario economico degli Stati Uniti. «Il focus sarà sulla riunione del FOMC, che dovrebbe attuare l’attesa riduzione dell’intervallo obiettivo dei Fed funds a 2-2,25%, giustificata dalle tensioni commerciali e dalla debolezza della crescita globale», commentano gli analisti di Intesa Sanpaolo. Secondo cui «il Comitato, pur con una valutazione positiva dello scenario, dovrebbe mantenere un easing bias, lasciando aperta la porta a un altro taglio nei prossimi mesi». Venerdì, inoltre, sarà diffuso anche l’employment report di luglio che dovrebbe essere positivo, con una crescita di occupati di 170 mila e il tasso di disoccupazione a 3,6 per cento.

Con questa mossa la Fed darà una svolta a 360 grandi alla propria politica monetaria. Il precedente taglio dei tassi risale al 2008. Dopo un periodo di tassi ai minimi storici, la Federal Reserve aveva avviato un periodo di normalizzazione dei tassi con successivi rialzi, di cui ben quattro nel 2018. Di fronte però a un secondo trimestre in frenata e a un’inflazione che non si rianima, Powell ha deciso di invertire rotta.