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Il potere economico

Fed pronta a tagliare i tassi

Nonostante l'impennata del greggio, la maggior parte degli analisti si attende il taglio di un quarto di punto.

di Redazione |

La Fed è pronta a tagliare oggi (l'annuncio arriverà alle 20) il costo del denaro di un quarto di punto. O forse no. Una settimana fa il 92 per cento degli operatori del mercato si aspettava un taglio. Oggi la percentuale è scesa al 56 per cento secondo il FedWatch Tool del CME.

Il mercato è dunque diviso. L’impennata del greggio, che ha fatto seguito degli attacchi alla piattaforma petrolifera in Arabia Saudita, hanno ridimensionato le aspettative degli operatori. «La recente impennata dei prezzi del petrolio avrà molto probabilmente un effetto sull'inflazione in quanto potrebbe ripercuotersi sui prezzi del gas e sui costi di trasporto e potrebbe in generale aumentare i costi di produzione dei beni», nota David Norris, Head of US Credit di Twenty Four Asset Management.

La Fed ne terrà certamente conto, considerando che il suo obiettivo di inflazione è mantenere i prezzi al consumo attorno al 2 per cento. Un taglio per stimolare l’economia e rimettere in modo l’inflazione potrebbe dunque non essere così urgente come si pensava fino a qualche settimana fa.  

«Considerato l'attuale contesto economico (rallentamento globale) e le preoccupazioni geopolitiche (commercio cinese, Brexit, attacchi sauditi, per citarne alcuni), è difficile capire come la Fed possa astenersi dall'abbassare i tassi», aggiunge Norris, certo che nelle prossime ore sarà ufficializzato il taglio di 25 punti base dei Fed Funds.

Usa e Cina stanno vivendo un nuovo periodo di tregua commerciale, ma l’aumento incrociato delle tariffe ha causato danni all'economia, anche a quella americana. Gli investimenti privati sono in calo e la crescita appare sempre più appannata, al punto da far irritare il presidente Trump che da mesi non perde occasione per attaccare la Fed per non avere ancora provveduto a ridurre il costo del denaro per sostenere la congiuntura.

Ancora più importante, per Jerome Powell, il numero uno della Fed, è contenere e impedire lo scoppio di una possibile crisi finanziaria. Proprio ieri la Fed di New York ha dovuto immettere liquidità nel sistema attraverso un’iniezione da 75 miliardi di dollari. Una misura necessaria per contrastare il forte incremento dei costi di finanziamento a breve termine. Il tasso overnight, quello al quale le banche prestano denaro entro le 24 ore, sarebbe balzato fino al 10 per cento. Un’impennata, pare, dovuta a cause tecniche e in particolare alla necessità delle imprese di prelevare fondi per il pagamento delle tasse. Il tutto in coincidenza con un’emissione di nuovi titoli del Tesoro Usa che ha creato un’impennata dei tassi costringendo la Fed di New York a intervenire, una situazione che non si verificava da almeno un decennio.