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Il potere economico

Denaro meno caro negli Usa

La Fed taglia i tassi di un quarto di punto ma non fa chiarezza sulle mosse future. Critico Trump: Powell ha fallito ancora. 

di Redazione |

La Fed non ha deluso le aspettative e ha tagliato di un quarto di punto i tassi sui Fed Funds, portandoli nell’intervallo 1,75-2,00 per cento. Il taglio, ha precisato Jerome Powell, è mirato a «mantenere l’economia forte e a offrire assicurazione contro i rischi in corso».

Una decisione presa non all’unanimità e che registra ben tre dissensi: Bullard avrebbe voluto un taglio di mezzo punto percentuale, mentre George e Rosengren avrebbero voluto mantenere tassi invariati.

Powell e i suoi colleghi non hanno fatto però chiarezza sulle mosse future, mandando in rosso Wall Street (che poi recupera e chiude la seduta con indici in ordine sparso e poco variati) e soprattutto facendo infuriare Trump. In un tweet il presidente degli Stati Uniti ha tuonato: «Jay Powell e la Federal Reserve hanno fallito di nuovo. Niente coraggio, nessun senso, nessuna visione!», accusando inoltre Powell di essere un pessimo comunicatore.

In effetti il testo del comunicato diffuso al termine della riunione del FOMC è praticamente uguale a quello di fine luglio e ribadisce l’impegno della Fed ad agire in modo appropriato per sostenere l’economia, con un occhio attento ai dati macroeconomici in uscita. La Fed dunque resta per ora alla finestra e non si sbilancia sulle prossime mosse. 

Secondo alcuni analisti, però, la mancanza di una linea di politica monetaria futura ben definita rispecchia una profonda – e inusuale – spaccatura all’interno del comitato direttivo. «Per quanto riguarda il 2019, il Comitato è diviso quasi equamente in tre gruppi che vedono rispettivamente, tassi fermi (5), tassi in calo (7) e tassi in rialzo (5). Per il 2020, la mediana indica tassi fermi, ma con una spaccatura anche più massiccia: 8 punti per un taglio rispetto a settembre, 2 punti per tassi fermi, 7 punti per un rialzo. Il quadro non è più compatto sul 2021-22, dove la mediana vede un rialzo nel primo anno e un altro nel secondo, con uno spettro di opinioni diffuso su cinque livelli diversi di tassi», scrivono gli esperti di Intesa Sanpaolo precisando che «Dissensi e dispersione di opinioni sono la regola in periodi di transizione, ma la situazione attuale riflette un grado di incertezza inusuale anche per questa fase ciclica».

Al di là della spaccatura in atto all’interno della Fed, il mercato si aspetta un ulteriore taglio di 25 punti base dei tassi nella riunione di dicembre mentre assegna probabilità nulle ad una mossa nella riunione di fine ottobre. L’incontro del prossimo mese sarà però ugualmente importante. La Fed potrebbe infatti annunciare modifiche alla politica del bilancio e riaprire il programma di acquisto titoli per venire incontro alla carenza di liquidità che si è verificata in questi giorni e ha costretto la Federal Reserve di New York a intervenire sul mercato con un’iniezione di denaro: 75 miliardi di dollari martedì e altri 53 miliardi di dollari ieri. Interventi che, come ha spiegato Powell ieri, non sono motivo di preoccupazione in quanto legati a questioni operative.