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Il potere economico

Dopo il parmigiano, toccherà all'auto

I dazi americani non si fermeranno ai prodotti alimentari. Intanto l'Europa ha già pronta la lista di prodotti Usa da colpire. 

di Redazione |

Non solo parmigiano reggiano, pecorino, provolone e prosciutto ma anche il whiskey scozzese, i vini francesi e l'emmental svizzero. Nel complesso l’aumento dei dazi Usa - decisi in risposta ai sussidi che l’Europa ha concesso ad Airbus - colpirà soprattutto le eccellenze alimentari europee per un importo massimo di 7,5 miliardi di dollari a partire dal 18 ottobre. 

La Coldiretti stima che per l’Italia il valore dei dazi americani sarà attorno al mezzo miliardo di euro e avrà un forte impatto sull’export verso gli Usa. Basti pensare che per il parmigiano reggiano e il grana padano le tariffe sono destinate a triplicare passando dal 15 al 40 per cento. Le misure per ora non colpiscono il vino italiano, che da solo vale 1,5 miliardi di export negli Usa, un terzo delle esportazioni di alimenti e bevande verso gli States che nel complesso ammontano a 4 miliardi di euro.

Ora a tremare è il settore dell’auto. Qui il bilancio di eventuali dazi sarebbe molto più pesante. Le esportazioni italiane di mezzi di trasporto verso gli Stati Uniti ammontano a 9 miliardi di euro, pari al 17 per cento di tutto l’export italiano negli Usa, e i macchinari contano per altri 8 miliardi di euro.

Una decisione in merito verrà presa il prossimo 13 novembre quando, scrivono gli analisti di Intesa Sanpaolo «l’amministrazione USA dovrà rendere pubblico il rapporto dell’US Trade Representative sul settore. Il rapporto stilato sulla base della sezione 301 del Trade Act, dovrebbe indicare che gli USA possono adottare misure di restrizione alle importazioni di auto e componenti sulla base di rischi per la sicurezza nazionale. I principali partner degli USA nel settore sono UE, Giappone, Canada, Messico e Corea del Sud».

Si tratta dunque di una misura che andrà a colpire non solo l’Italia e l’Europa. Per il nostro paese, però, potrebbe avere serie conseguenze catapultandoci dentro una nuova recessione considerando la fragilità economica che ci contraddistingue. Le previsioni indicano per quest’anno una crescita del Pil italiano pari allo 0,1 per cento e il governo punta nel 2020 a un aumento dello 0,6 per cento. Gli esperti di Oxford Economics sono invece più cauti e prevedono per l’Italia un’economia ferma quest’anno e in crescita di un frazionale +0,2 per cento il prossimo anno con rischi di recessione sempre più alti.  

I dazi, specie quelli sull’auto, faranno male anche all’economia europea, in particolare alla locomotiva tedesca che sta già mostrando preoccupanti segnali di rallentamento. Pare abbastanza probabile che l’Europa possa rispondere con aumenti dei dazi sulle merci made in Usa, ma dovrà attendere il 2020, come spiegano bene gli analisti di Intesa Sanpaolo.

«La WTO ha ufficializzato la prevista decisione di autorizzare gli Stati Uniti ad attuare misure compensative per 7,5 miliardi di dollari contro l’Unione Europea per i sussidi ad Airbus. La vertenza era in corso da un decennio. Lo US Trade Representative ha diffuso un comunicato stampa nel quale si prospetta una riunione della WTO il 14 ottobre per autorizzare dazi di rappresaglia, ai quali l’UE non potrà replicare.

Il comunicato indica che gran parte dei dazi colpiranno le importazioni americane da Francia, Germania, Spagna e Regno Unito. La misura sarà inizialmente del 10% sugli aeromobili civili di grandi dimensioni e del 25% sui prodotti agricoli, anche se potrebbero teoricamente essere innalzati fino al 100%.

L’export italiano viene colpito su liquori, prodotti caseari e salumi. La WTO sta valutando il caso aperto dall’UE per sussidi impropri a Boeing da parte degli Stati Uniti, ma la decisione riguardo a possibili dazi dovrebbe essere raggiunta non prima del 2° trimestre 2020.

L’UE aveva presentato la propria denuncia al WTO 9 mesi dopo la presentazione del caso Airbus da parte degli Stati Uniti. Come gli USA, anche l’UE ha già predisposto una lista di prodotti che potrebbero essere soggetti a dazi non appena il verdetto della WTO sarà pubblico. L’esito della valutazione è praticamente scontata, dato che era già stato determinato dalla WTO che sia Airbus sia Boeing hanno ricevuto sussidi illegali.

L’UE ha richiesto agli USA di concordare livelli di sussidi all’industria aeronautica civile in modo da evitare una guerra dei dazi. I nuovi dazi per il caso Airbus dovrebbero entrare in vigore a partire dal 18 ottobre e aggiungono incertezza al quadro del commercio internazionale alla vigilia dell’apertura ufficiale della questione relativa al settore auto».