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Il potere economico

Fed taglia i tassi e va in pausa

Difficile attendersi un ulteriore calo entro fine anno. A meno di un peggioramento dell'economia e dei rischi internazionali.

di Redazione |

La riunione del FOMC della Fed si è conclusa, come atteso, con un taglio del tasso dei fed funds di 25 punti base, in un intervallo compreso fra 1,5 e 1,75 per cento. Una riduzione scontata dal mercato, che era invece più concentrato sulle indicazioni relative alle prossime mosse in tema di politica monetaria, tenuto conto anche dell’andamento più positivo delle attese del Pil del terzo trimestre.

In base alla prima stima diffusa ieri, nei mesi estivi, infatti, l’economia Usa ha registrato un’espansione del +1,9 per cento rispetto al precedente trimestre (dato annualizzato), dopo il +2 per cento dei mesi primaverili, grazie soprattutto al buon andamento dei consumi che si confermano il pilastro portante del Pil Usa. Tuttavia, commentano gli esperti di Intesa Sanpaolo «I dati, se pure modestamente migliori delle attese (consenso: 1,6% t/t ann.), confermano il rallentamento dell’economia, la frenata degli investimenti fissi non residenziali e il ruolo cruciale dei consumi per la tenuta del ciclo. La tenuta dei servizi e l’andamento degli investimenti fissi delle imprese saranno da monitorare per valutare lo scenario del 2020».  

Tornando alla Fed, il comunicato dà una valutazione dello scenario macroeconomico sostanzialmente invariata rispetto a quella di settembre ma, come osservano ancora gli esperti di Intesa Sanpaolo «Il punto cruciale è il messaggio di apertura di una fase di pausa nel sentiero dei rialzi e l’indicazione delle condizioni che potrebbero portare a nuovo stimolo». Dal testo sparisce l’affermazione che aveva costituito il leitmotiv della comunicazione della Fed da giugno in poi: “il Comitato, nel valutare il sentiero futuro dell’intervallo obiettivo del tasso dei fed funds, continuerà a monitorare le implicazioni delle informazioni in arrivo per lo scenario economico e agirà come appropriato per sostenere l’espansione”.  Ora il comunicato afferma che “il Comitato continuerà a monitorare le implicazioni delle informazioni in arrivo per lo scenario economico mentre valuta il sentiero appropriato per l’intervallo obiettivo del tasso dei fed funds”.

«L’asticella per un altro taglio – concludono gli stessi analisti – è ora più alta: un eventuale nuovo intervento sarà preso in considerazione se le condizioni economiche e i rischi peggioreranno, mentre da giugno a ottobre gli interventi erano condizionati sostanzialmente a mancanza di miglioramento». Per cui, «A meno di sorprese, il taglio di ottobre dovrebbe essere l’ultimo del 2019».