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Il potere economico

Bruxelles gela l'Italia

La Commissione europea dimezza le stime di crescita per il 2020, un altro anno di crescita quasi piatta (+0,4%). 

di Redazione |

Mentre deflagra il caso Ilva e il governo Conte bis appare politicamente sempre più fragile, Bruxelles gela l’Italia dimezzando le stime di crescita per il 2020. 

Nelle previsioni d’autunno rese note oggi, la Commissione europea ha corretto al ribasso le previsioni per l'anno prossimo da +0,7 per cento (indicato nelle previsioni di primavera) a +0,4 per cento. In pratica, la nostra economia resterà ferma anche il prossimo anno dopo l’incremento dello 0,1 per cento del Pil atteso per quest’anno (dato confermato dalla Commissione).

La previsione di Bruxelles conferma l’Italia ancora una volta fanalino di coda in Europa. Siamo infatti l’unico Paese della zona euro ad avere una crescita nell’ordine dello zero virgola. I numeri sono impietosi. In media l’anno prossimo l’Eurozona crescerà al ritmo dell’1,2 per cento (dato corretto al ribasso da +1,4 per cento), un tasso che è tre volte superiore al nostro. La Germania, che quest’anno ha registrato una brusca frenata, nel 2020 vedrà una crescita dell’1 per cento.

Oltre al fatto che, come scrive l’esecutivo Ue, l'economia italiana «non mostra ancora significativi segnali di ripresa», quello che più preoccupa è l'ulteriore aumento del debito pubblico: Bruxelles prevede che quest’anno il rapporto sul Pil salirà al 136,2 per cento e nel 2020 toccherà quota 136,8 per cento, andando ben oltre le stime di primavera, pari rispettivamente a 133,7 e 135,2 per cento. Le cause sono note e vanno ricercate nella «debole crescita del Pil nominale», nel «deterioramento dell'avanzo primario» e nel «costo in aumento delle misure passate», ossia il reddito di cittadinanza e quota 100 per le pensioni, una misura quest'ultima particolarmente invisa all'Europa in quanto va controcorrente rispetto alla tendenza di prolungare l'età pensionabile. Quanto al deficit, secondo la Commissione si attesterà al 2,2 per cento quest'anno con in leggero aumento al 2,3 per cento nel 2020.

La buona notizia è che dalle previsioni d’autunno non emergono pesanti critiche all’impianto della Legge di Bilancio, appena varata dal governo. D’altronde il ministro dell’economia Roberto Gualtieri, ex eurodeputato e ex presidente della Commissione problemi economici del Parlamento europeo, gode di ampia stima e fiducia a Bruxelles. Per ora, dunque, dall’Europa non arrivano contestazioni e i rapporti appaiono decisamente più distesi rispetto a quelli a cui eravamo abituati ai tempi del governo Lega-M5S. Per avere un quadro più preciso bisognerà tuttavia attendere l’insediamento della nuova commissione europea presieduta da Ursula von der Leyen, rimandato a quanto pare al primo dicembre prossimo a causa dei veti incrociati dell’Europarlamento che stanno ostacolando la nomina di alcuni commissari.