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Il potere economico

Auto europea in recupero

Immatricolazioni positive anche a ottobre (+8,7%) grazie a Germania e Francia. Ma il bilancio da inizio anno resta negativo (-0,7%). 

di Redazione |

L’economia europea rallenta, la Bce è tornata a sostenere il mercato e la Brexit continua a spaventare, anche se fa un po’ meno paura. Tutto questo non spiega il nuovo balzo in avanti del mercato dell’auto. Che infatti ha una motivazione soprattutto tecnica. 

Secondo i numeri diffusi oggi dall’Acea, lo scorso mese le immatricolazioni di nuove vetture in Europa sono salite dell’8,7 per cento rispetto a ottobre 2018 raggiungendo quota 1,177,746 unità. Si tratta del maggiore incremento rilevato nel mese di ottobre dal 2009. 

A guidare il recupero sono state Germania e Francia con incrementi delle immatricolazioni rispettivamente del +12,7 per cento e del +8,7 per cento. Bene anche Italia (+6,7 per cento) e Spagna (+6,3 per cento), mentre le uniche due flessioni del mercato hanno interessato Cipro e Regno Unito (-6,7 per cento).

Non si tratta solo di un forte aumento della domanda. Il dato risente anche del confronto sfavorevole con cifre particolarmente basse. A ottobre 2018 le immatricolazioni erano infatti diminuite del 7,3 per cento. Si replica dunque il copione visto a settembre, quando le immatricolazioni erano balzate in avanti del 14,5 per cento rispetto a settembre 2018, mese in cui però il mercato aveva registrato un tonfo di oltre il 23 per cento. 

Il buon dato di ottobre non è ancora sufficiente a risollevare il bilancio dell’anno in corso. Nei primi dieci mesi del 2019 le immatricolazioni di nuove vetture in Europa risultano in calo dello 0,7 per cento rispetto ai primi dieci mesi del 2018, a conferma di un mercato dell’auto ancora in difficoltà.

L’unico paese con un bilancio annuo positivo è la Germania, con un +3,4 per cento di immatricolazioni da gennaio a ottobre. In tutti gli altri paesi, da inizio anno si registra invece una raffica di segni negativi: Spagna -6,3 per cento, Regno Unito -2,9 per cento, Italia -0,8 per cento, Francia -0,3 per cento.  

Difficile dire, a questo punto, cosa accadrà nei prossimi due mesi. Di certo, però, il balzo di ottobre – dopo quello ancora più imponente di settembre del 14,5 per cento – ha dato una grossa mano a riportare – per il momento – il 2019 più o meno sugli stessi livelli dello scorso anno.