Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

Pubblicità

Il potere economico

Industria italiana in recessione

A ottobre la produzione industruale cala su base annua del 2,4%, più delle attese. 

di Redazione |

Brutte notizie per l'economia italiana dove l'industria si conferma in difficoltà. Scende anche in ottobre, per l’ottavo mese consecutivo, la produzione industriale. Contrariamente alle attese degli analisti, che si aspettavano un aumento dello 0,2 per cento, la produzione ha segnato un calo dello 0,3 per cento rispetto a settembre (mese in cui era diminuita dello 0,4 per cento congiunturale). Nella media del trimestre agosto-ottobre, precisa l’Istat, la produzione mostra una flessione dello 0,6 per cento rispetto ai tre mesi precedenti.

Anche su base tendenziale, il calo è più pronunciato del previsto. Corretto per gli effetti di calendario, a ottobre la produzione industriale segna una contrazione del 2,4 per cento, in peggioramento rispetto al mese precedente (-2,1 per cento). Da inizio anno la produzione evidenzia un andamento negativo: nella media del periodo gennaio-ottobre, calcola l’Istat, l’indice registra una flessione tendenziale dell’1,2 per cento.

“Sia gli indici di fiducia che i dati reali segnalano che la fase recessiva nel manifatturiero non è ancora terminata. La produzione industriale – sottolineano gli esperti di Intesa Sanpaolo – è in rotta per una nuova contrazione nell’ultimo trimestre dell’anno, pari a -0,4% t/t (in caso di stagnazione nei mesi restanti), dopo il -0,6% dei mesi estivi e il -0,8% t/t primaverile. Anzi a nostro avviso – aggiungono – la flessione effettiva nel trimestre potrebbe essere più pronunciata, in quanto ci aspettiamo un ulteriore calo su base congiunturale a novembre, anche a causa di condizioni metereologiche avverse, seguito poi da un rimbalzo nell’ultimo mese dell’anno”.

Tutto ciò avrà ovviamente una ricaduta sull’andamento del Pil dell’ultimo scorcio d’anno. “L’industria in senso stretto – commentano gli esperti di Intesa Sanpaolo – dovrebbe frenare ancora il valore aggiunto nel quarto trimestre. Tenuto conto sia degli indici anticipatori che dei dati di produzione, non si può escludere un rallentamento congiunturale (dalla velocità di crociera di 0,1% t/t vista di recente) nei trimestri a cavallo d’anno”. E questo si traduce in un’economia ferma nella migliore delle ipotesi o in rallentamento nello scenario peggiore.

Tornando al dato di ottobre, a livello dei principali raggruppamenti di industria, il solo settore ancora in crescita, sia su base mensile sia su base annua, è stato quello dei beni di consumo, trainati dalla sola componente dei beni non durevoli. Al contrario, flessioni tendenziali rilevanti hanno caratterizzato i beni strumentali e quelli intermedi, sottolinea l'istituto di statistica.

I settori di attività economica che hanno registrato i maggiori incrementi tendenziali sono stati i prodotti farmaceutici di base e preparati (+3,6 per cento), le industrie alimentari, bevande e tabacco (+3,0 per cento) e le altre industrie (+2,8 per cento). Le flessioni più ampie si sono registrate invece nella fabbricazione di mezzi di trasporto (-8,6 per cento), nelle attività estrattive (-8,1 per cento) e nella metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (-6,9 per cento).

Ottobre è stato nel complesso un mese difficile per l'industria europea. In Germania la produzione industriale ha registrato un tonfo del 5,3 per cento su base annua, il peggiore degli ultimi dieci anni. Anche in Spagna la produzione ha registrato una battuta d'arresto a ottobre, con un calo dell'1,3 per cento su base tendenziale contro il +0,8 per cento del mese precedente. Tiene meglio, invece, l'industria francese, la cui produzione su base annua è calata dello 0,4 per cento in ottobre (evidenziando però un incremento superiore alle attese risptto al mese precedente, pari a +0,4 per cento).