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Fmi meno ottimista sulla crescita

In occasione degli incontri di Davos, abbassa le stime sul Pil mondiale. Per l'Italia conferma la previsione di +0,5% nel 2020. 

di Redazione |

Il Fondo Monetario Internazionale taglia le stime sulla crescita globale. In occasione degli incontri del World Economic Forum (Wef) di Davos, in Svizzera - che riuniranno da domani 21 gennaio per 4 giorni nella località sciistica oltre 50 capi di Stato e 600 conferenzieri tra economisti, banchieri e imprenditori - gli esperti dell’Fmi hanno presentato un aggiornamento del World Economic Outlook (Weo) diffuso lo scorso ottobre.  

Le nuove previsioni indicando un aumento del Pil mondiale del 2,9 per cento per il 2019 (da precedente +3,00 per cento), del 3,3 per cento per il 2020 (da +3,4 per cento) e del 3,4 per cento per il 2021 (da +3,6 per cento). La revisione al ribasso per l'economia globale - si legge nel documento - riflette principalmente sorprese negative sull'attività economica in alcune economie dei mercati emergenti, in particolare l'India, che ha portato a una rivalutazione delle prospettive di crescita nei prossimi due anni.

Il Fondo monetario internazionale è dunque diventato meno ottimista riguardo alla crescita globale, avvertendo che le prospettive restano lente e non ci sono chiari segni di una svolta. “La ripresa prevista per la crescita globale rimane incerta. Continua a fare affidamento sui recuperi nelle economie emergenti mentre la crescita nelle economie avanzate si stabilizza vicino ai livelli attuali”, ha dichiarato Gita Gopinath, capo economista del FMI, in una nota scritta.

Ci sono poi ulteriori rischi legati alle politiche commerciali. Nuove tensioni potrebbero nascere tra Usa e Europa e sarà cruciale la fase due degli accordi Usa-Cina sui dazi. L'Fmi teme anche l'aumento dei rischi geopolitici e l'intensificazione dei disordini sociali che potrebbero peggiorare le condizioni di finanziamento sui mercati e bloccare la crescita.   

Tuttavia, il Fondo ha osservato che alcune delle maggiori incertezze economiche evidenziate in ottobre si sono dissipate. “Alcuni rischi si sono parzialmente attenuati con l’annuncio di un accordo commerciale di Fase I tra Cina e Stati Uniti e una minore probabilità di una Brexit senza accordi”, ha precisato Gopinath. 

Confermate le stime per l'Italia di una crescita del Pil del +0,5 per cento nel 2020 in accelerazione dunque rispetto al +0,2 per cento del 2019 mentre per il 2021 l'FMI lima di un decimo di punto la stima da +0,8 a +0,7 per cento.