Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

Pubblicità

Bassa redditività, banche europee a rischio

Lo dice la Vigilanza della Bce, che però promuove gli istituti su patrimonializzazione (stabile) e crediti deteriorati (in calo).  

di Redazione |

Patrimonio stabile su livelli accettabili e crediti deteriorati quasi dimezzati negli ultimi cinque anni. Banche europee promosse, anche se con la sufficienza. La Bce si dice infatti preoccupata per la sostenibilità del modello di business degli istituti di crediti, afflitti da bassa redditività e spesso da gestione inefficace da parte de mancanza di controlli da parte degli organi interni.

Solo 6 istituti sui 109 messi sotto la lente dalla Bce hanno mostrato parametri non adeguati in termini patrimoniali. Nel 2019 i livelli di CET1, ossia i requisiti in termini di capitale primario, sono rimasti sullo stesso livello del 2018, stabili al 10,6 per cento, si legge in una nota diffusa dalla Vigilanza della Banca centrale europea. In cui si precisa che alle sei banche che non hanno soddisfatto i requisiti sono state chieste misure correttive

Ancora più importante, dagli esami Srep, ossia il processo di revisione e valutazione prudenziale, è emerso che le banche europee stanno diminuendo i crediti deteriorati e stanno raggiungendo gli obiettivi indicati dalla Vigilanza della Bce. Cinque anni fa, precisa ancora il comunicato, il volume degli Npl (non performan loans) detenuto dalle banche era attorno a 1.000 miliardi di euro (pari a un’incidenza dell’8 per cento). A fine settembre 2019 era sceso a 543 miliardi di euro (pari a un’incidenza del 3,4 per cento. Vietato però abbassare la guardia: la Bce continua infatti a raccomandare alle banche di mantenere un’alta attenzione nel miglioramento dei profili di rischio di credito.

A preoccupare la vigilanza di Francoforte è però il modello di business delle banche, poiché la maggioranza di esse deve fare i conti con una bassa redditività e utili che molto spesso sono inferiori al costo del capitale. Una circostanza, questa, che ostacola la capacità delle banche «di generare capitale in modo organico e di emettere nuovo capitale di rischio», sottolineano gli esperti di Francoforte che a questo punto si interrogano «sulla capacità di tenuta futura delle banche e sulla sostenibilità dei loro modelli imprenditoriali».

A questo si aggiunge anche una gestione spesso inefficace da parte degli organi di amministrazione e talvolta lacune nei controlli interni oltre che, da parte di alcune banche, rischi di condotta. Per questo motivo, Francoforte chiede alle banche di aumentare l’efficacia dei loro organi interni e intende intensificare la valutazione della sostenibilità dei modelli imprenditoriali.