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Il potere economico

-0,3% l'impatto del Coronavirus sul Pil mondiale

E' la stima di Goldman Sachs nell'ipotesi peggiore, ossia che il tasso di contagio raggiunga il picco nel II trimestre. 

di Redazione |

Mentre continuano ad aumentare i contagi e i decessi causati dal coronavirus, gli analisti iniziano a misurare l’impatto che la nuova epidemia avrà sull’economia mondiale. I contraccolpi sono inevitabili, ma non così devastanti. 

Gli esperti di Goldman Sachs stimano un calo dello 0,3 per cento del Pil a livello globale nel 2020. Ma si tratta dell’ipotesi peggiore, ossia quella in cui il tasso di contagio continui a crescere fino a raggiungere il picco nel secondo trimestre dell’anno. Nel caso in cui, invece, il tasso di contagio inizi a contrarsi durante i mesi di febbraio e marzo, l’impatto sarà più basso, con un’incidenza tra -0,1 e -0.2 per cento.

Goldman stima al momento una crescita del Pil mondiale del 3,25 per cento per l'anno in corso, in frazionale aumento rispetto al +3,1 per cento del 2019. L’impatto del coronavirus porterebbe dunque l’incremento dell’economia globale sugli stessi livelli dello scorso anno, o appena al di sotto. Nulla, dunque, di sconvolgente. A questo punto, però, sottolineano gli esperti della banca americana, dovremo aspettare il 2021 prima di vedere un’accelerazione della crescita globale.

Gli effetti più severi si vedranno nel primo trimestre. L’attività economica ha infatti subito un immediato rallentamento con alcuni settori, come il turismo (e di conseguenza il settore del lusso), che hanno pagato le conseguenze più pesanti. Le borse hanno perso terreno portando in negativo il bilancio da inizio anno. Apple ha chiuso i negozi in Cina e ha annunciato un calo delle vendite nel primo trimestre dell’anno. La domanda di merci cinese è rallentata e alcune compagnie aeree hanno cancellato le rotte verso la Cina. Nelle prossime settimane inizieremo anche a vedere l'impatto sui dati macro: fiducia, produzione, occupazione, ecc...
 
In ogni caso, sottolineano gli esperti di Goldman Sachs, si tratta di un calo transitorio dell’attività, pronta a ripartire nei mesi successivi, non appena il coronavirus non farà più paura.

A pagare il conto più salato sarà naturalmente la Cina. Goldman stima un incremento del Pil del 5,5 per cento quest’anno, in frenata rispetto al +6,1 per cento del 2019. Gli analisti hanno anche ridotto le stime per Hong Kong e la Tailandia, a causa della contrazione del flusso di turisti cinesi.