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Il potere economico

Il mondo è già in recessione

Il coronavirus ferma l'economia. 2020 in contrazione per la Cina, gli Stati Uniti e soprattutto per l'Europa. Le stime degli analisti. 

di REDAZIONE |

Recessione da pandemia. Nessuno poteva prevederlo che il 2020 sarebbe stato un anno di frenata per l’economia mondiale, inclusi gli Stati Uniti.

Senza mezzi termini Bank of America scrive che gli Usa si trovano già adesso dentro una “brutale” recessione. Gli esperti prevedono addirittura un calo record del Pil del 12 per cento nel secondo trimestre, dopo il modesto incremento dello 0,5 per cento atteso per i primi tre mesi dell'anno. 

“Posti di lavoro saranno persi, la ricchezza sarà distrutta e la fiducia vacillerà”, scrive l’analista Michelle Meyer. Secondo cui l’unica salvezza potrà arrivare da “una risposta politica aggressiva in grado di bilanciare la perdita di attività economica e di rassicurare il sistema finanziario”.

Bank of America scende anche in maggiori dettagli. Nel secondo trimestre ci sarà una perdita di 1 milione di lavoratori al mese man mano che la crisi costringerà a licenziamenti portando a luglio il tasso di disoccupazione al 6,4 per cento: circa il doppio rispetto al 3,5 per cento di febbraio. Nei mesi successivi l’attività economica tornerà lentamente alla normalità ma il 2020 resterà comunque un anno di contrazione per gli Stati Uniti. Bank of America stima una flessione dello 0,8 per cento per l’intero anno.

Anche per Morgan Stanley gli Stati Uniti sono inequivocabilmente in recessione, che potrebbe rivelarsi anche peggiore della Grande Crisi Finanziaria del 2008, pur sottolineando che questo potrebbe essere un’opportunità per gli investitori.

"La recessione globale nel 2020 è ora lo scenario base, considerando che sia il danno derivante dall’impatto del coronavirus sia le condizioni finanziarie più restrittive porteranno a un significativo shock dell’economia mondiale”, scrive Robin Xing, capo economista per la Cina, indicando una contrazione dello 0,3 per cento del Pil globale nel primo trimestre e dello 0,6 per cento nel secondo trimestre: valori che renderebbero l’attuale recessione “peggiore rispetto a quella del 2001”, quella successiva allo scoppio della bolla della new economy e alla crisi dell'Argentina.

Morgan Stanley prevede per il Pil Usa una contrazione del 4 per cento nel quarto trimestre (rispetto al trimestre precedente), seguito da un lento recupero nei tre mesi estivi. Ma il conto peggiore, secondo l’analista di Morgan Stanley, spetta all’Europa, per la quale stima un tonfo del Pil del 5 per cento per l’intero 2020. La Cina, invece, che è stata la prima economia a essere sconvolta dal coronavirus, sarà anche quella che potrà tornare per prima alla crescita.

In ogni caso, una forte risposta in termini di politica fiscale e monetaria dovrebbe essere in grado di accelerare il ritorno dell’economia globale alla normalità a partire dal terzo trimestre. La Fed potrebbe scendere in campo con ulteriori stimoli monetari: gli strumenti non le mancano. Insieme al pacchetto da mille miliardi di dollari di stimoli fiscali promesso da Washington, questo potrebbe mitigare le perdite economiche. Ma non la diffusione del coronavirus: per questo ci vuole un potenziamento della sanità pubblica. Senza quest’ultimo tipo di intervento, difficile poter contenere la diffusione del panico.

Ovviamente l’Italia, il paese europeo più colpito dai contagi, dove i decessi hanno superato perfino quelli della Cina, non farà eccezione. Le stime dei principali centri di ricerca variano da una flessione del Pil tra il 2 e il 3 per cento quest’anno, ma c'è chi si spinge ben oltre. “L’interruzione dell’attività economica in Italia è di dimensioni e velocità raramente osservate se non durante periodi di conflitti militari, disastri naturali o crisi finanziarie”, osservano gli esperti dell’agenzia di rating Fitch nel loro Global Economic Outlook trimestrale, in cui dimezzano le stime della crescita globale per quest’anno da +2,5 per cento a +1,3 per cento.

Il primo impatto economico del coronavirus sarà sull’economia cinese. Secondo Fitch, il Pil cinese scenderà del 5 per cento nella prima metà del’anno, un evento che non si era mai verificato prima. Per quanto l’economia proverà a recuperare nel semestre successivo, il 2020 secondo gli analisti chiuderà con una contrazione del Pil del 3,7 per cento: una caduta a picco rispetto al +6,1 per cento del 2019.