Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

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Il potere economico

Continua la fuga delle borse

La Fed annuncia aiuti illimitati. Ma non basta. Marzo potrebbe essere per il Dow Jones il secondo peggior mese di sempre.

di REDAZIONE |

Continua la fuga degli investitori dalle borse. Nonostante le rassicurazioni della Fed, che ha annunciato acquisti illimitati di asset per sostenere l’economia portando all'ennesima potenza gli interventi in campo monetario, Wall Street è ancora in profondo rosso in attesa che il Congresso raggiunga un accordo sul pacchetto di stimoli, mentre i listini europei hanno ampliato i ribassi con lo Stoxx 600 che perde il 4,45 per cento. 

Dopo aver perso la scorsa settimana circa il 15 per cento, e aver portato la perdita da inizio a cavallo del 30 per cento, le borse sono in cammino verso nuovi minimi. Gli esperti invitano alla prudenza, convinti che la correzione è destinata a proseguire. In molti dicono che è ancora presto per rientrare. Bisogna prima capire se le misure di lockdown messe in atto dai vari governi riusciranno a fermare la pandemia. 

Marzo si avvia a essere il secondo peggior mese di sempre per il Dow Jones dopo -30,7 per cento del settembre 1931, un anno a ridosso della Grande Depressione del '29. Per ora la flessione è di circa il 25 per cento. Una caduta che è stata velocissima: il 12 febbraio il Dow Jones segnava il massimo storico di 29.568 punti. Con una perdita odierna che si aggira al 4,3 per cento, l'indice oggi viaggia attorno ai 18.350 punti.  

Le previsioni si fanno sempre più cupe man mano che gli Stati Uniti e il resto del mondo sono obbligati a fermarsi per impedire l'avanzata del covid-19. Il presidente della Fed di St Louis, James Bullard, non esclude che nei prossimi mesi il tasso di disoccupazione degli Stati Uniti possa balzare al 30 per cento (dal 3,5 per cento di febbraio) con il Pil in caduta del 50 per cento. Un tasso così alto sarebbe peggiore di quello visto negli anni della Grande Depressione, la maggior crisi economica degli Stati Uniti, e tre volte superiore a quello della Grande Crisi del 2007-2008.

Me Bullard è anche convinto che con gli interventi appropriati, l’attività economica degli Stati Uniti potrebbe riprendersi velocemente con “un terzo trimestre di transizione” e i seguenti sei mesi “abbastanza robusti”, forse perfino di boom se il consumismo americano ci mette del suo. I consumi in America rappresentano il pilastro principale dell'economia. 

Un'opinione che non tutti in questo momento condividono. Angel Gurria, segretario generale dell’Ocse, è convinto che quella in cui ci troviamo non sarà una crisi economica breve e ci vorranno anni per tornare alla normalità, come ha dichiarato oggi alla Bbc. Gurria è preoccupato soprattutto per la tenuta del mercato del lavoro e per la capacità delle imprese di restare in piedi dopo la fine dell’emergenza epidemica.  

A inizio marzo l’Ocse aveva stimato che un intenso sviluppo del covid-19 avrebbe ridotto la crescita mondiale dell’1,5 per cento, ma oggi la previsione appare molto ottimistica considerando la chiusura totale delle attività in molti parti del mondo. Una gran fetta del pianeta si è messa in stand-by e questo secondo Gurria rappresenta uno schock anche più violento di quelli che il mondo ha vissuto dopo l'11 settembre 2001 e la crisi finanziaria del 2008. Per questo motivo, Gurria ritiene necessario uno sforzo coordinato a livello internazionale per far ripartire l'economia mondiale, una specie di Piano Marshall e New Deal messi insieme.