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Numeri da grande depressione

Si riducono, in Europa, i contagi. Le borse risalgono ma dagli economisti arrivano previsioni scioccanti. Pil Italia -15%. 

di REDAZIONE |

La pandemia rallenta il ritmo ma le previsioni economiche dei principali uffici studi diventano ancora più cupe, dati però ignorati dalle borse che hanno deciso comunque di festeggiare chiudendo la prima seduta della settimana in forte progresso: Stoxx600 +3,73 per cento e Wall Street che avanza di oltre il 5 per cento.

Secondo il capo economista di Unicredit, “la madre di tutte le recessioni è arrivata”: l’economia mondiale quest’anno subirà un tonfo del 6 per cento, trascinata verso il basso dal -10,8 per cento del Pil Usa e dal -13 per cento del Pil europeo. Solo la Cina eviterà la contrazione del Pil, previsto in aumento dello 0,6 per cento.

L’Italia, che già prima del covid-19 aveva una crescita quasi piatta, vede la propria economia sprofondare con un Pil in caduta del 15 per cento, il calo più profondo degli ultimi 60 anni. Peggio del nostro Paese solo Grecia (-18,6 per cento) e Spagna (-15,5 per cento). Ma anche Germania (-10 per cento) e Francia (-13,8 per cento) dovranno fare i conti con una contrazione della crescita a doppia cifra.

La bella notizia è che il 2021 sarà un anno di fortissimo recupero. L’economia mondiale sarà accompagnata da un vero e proprio boom. Le stime di Unicredit indicano un balzo in avanti tra l'8 e il 9 per cento a livello globale, grazie alla risalita economica di Usa e Europa: rispettivamente +11,8 e +10 per cento. Ne beneficerà anche il nostro Paese, con un solido incremento del Pil del 9 per cento, non sufficiente tuttavia per riportarci ai livelli del 2019 e farci dimenticare il tracollo di quest’anno.

Per l’Italia, inoltre, l’impatto sarà particolarmente pesante anche sui conti pubblici, i cui effetti negativi sono destinati a durare nel tempo. Il capo economista di Unicredit stima un debito al 167 per cento del Pil nel 2020 (da 134,8 del 2019) e un deficit al 12,2 per cento (da 1,6 per cento del 2019). Un trend di peggioramento che toccherà anche gli altri paesi europei: Francia e Spagna vedranno volare sopra il 100 per cento il loro debito (da 98,1 al 123,4 per cento la prima e da 95,5 al 126,3 per cento la seconda) con incrementi anche per il deficit, in rialzo al 12,9 per cento in Germania, al 12,3 per cento in Francia e al 12,5 per cento in Spagna.

Previsioni cupe arrivano anche dal Congressional Budget Office (CBO) degli Stati Uniti, che ha aggiornato le stime preliminari dell’impatto di Covid-19 sull’economia tenendo conto dei dati più recenti e delle misure approvate in Congresso nelle ultime settimane. “Il CBO prevede una contrazione del PIL nel 2° trimestre di circa -28% t/t ann. (in linea con la nostra previsione), ma sottolinea che ci sono ampi rischi verso il basso per questa stima. Il tasso di disoccupazione dovrebbe superare il 10% nel 2° trimestre”, scrivono gli esperti di Intesa Sanpaolo, che a proposito del mercato del lavoro sottolineano come gli Stati Uniti siano passati “dal pieno impiego a una disoccupazione da profonda recessione nel giro di un solo mese”, convinti che il rialzo del tasso di disoccupazione a marzo al 4,4 per cento, da 3,5 per cento di febbraio (la variazione mensile più ampia dal 1975) sia “solo la punta dell’iceberg del nuovo mercato del lavoro. Nei prossimi due mesi il tasso di disoccupazione potrebbe avvicinarsi ai massimi degli anni ’20”.

Pessimista anche Moody’s Analytics, secondo cui le contee Usa in lockdown rappresentano circa il 96 per cento del Pil Usa. Secondo Moody’s, quindi, ogni giorno di chiusura viene perso un output pari a circa 17 miliardi di dollari su un totale di Pil giornaliero di 60 miliardi, con una concentrazione del calo in valore assoluto nelle grandi aree metropolitane. Ed ecco il verdetto: Moody’s Analytics prevede una correzione del Pil di circa -30% t/t ann. nel 2° trimestre, nell’ipotesi che le misure restrittive non durino più di due mesi.

Stessa conclusione a cui giunge anche l'ex presidente della Federal Reserve, Janet Yellen. In un'intervista a CNBC, Yellen afferma che gli attuali dati macro non riflettono ancora la situazione devastante che si sta abbattendo sull'economia. L'ex numero uno della Fed stima che il tasso di disoccupazione possa arrivare al 12 o 13 per cento con una contrazione dell'economia del 30 per cento. Sono numeri, dice la Yellen, che avvicinano l'economia a una fase di depressione più che di recessione anche se quello che stiamo vivendo è qualcosa di diverso dalla Grande Depressione del passato. Ma soprattutto la Yellen non è poi così convinta che a questa fase segua una ripresa a "V" dell'economia: una situazione possibile, dice, ma non scontata. Tutto dipenderà da quanto velocemente saranno riassorbiti i disoccupati e dalla capacità e velocità di ripresa dei consumi. Bisognerà poi capire se sarà quando sarà possibile tornare alla normalità, ossia uscire senza mantenere le distanze sociali.