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Il potere economico

Pil italiano giù del 9,5%

E' la previsione della Commissione Europea. Peggio di noi solo la Grecia.  

di Redazione |

Le previsioni di primavera della Commissione europea indicano per il nostro paese una contrazione del Pil del 9,5 per cento quest’anno, ben maggiore rispetto al tonfo del 7,7 per cento previsto per l’Eurozona. Un dato superiore anche alle stime del governo, che nel Def aveva indicato una contrazione dell’8 per cento. Peggio di noi solo la Grecia, con una caduta del 9,7 per cento del suo prodotto interno lordo. Una recessione così ampia e così profonda, l’Italia non l’aveva mai conosciuta.

Poco importa se le stime della Commissione indicano per il nostro paese un aumento del Pil del 6,5 per cento nel 2021, addirittura superiore di qualche decimale rispetto alla crescita dell’Eurozona (+6,3 per cento). Con una caduta così profonda quest'anno, la nostra economia avrà bisogno di maggiore tempo e risorse per recuperare la distanza che già prima della pandemia la seprava dagli altri paesi europei.  

Senza contare che risalire la china sarà ancora più difficile a causa della zavorra dei conti pubblici che l’Italia si dovrà portare dietro. Secondo i calcoli di Bruxelles, il deficit quest'anno volerà all'11 per cento (contro una media della zona euro dell’8,5 per cento), con una discesa però al 5,5 per cento nel 2021. Il debito avrà un’impennata anche maggiore: dal 134,8 per cento del 2019 al 159 per cento del 2020 (contro una media della zona euro del 102,7 per cento), seguito nel 2021 da una flessione al 153,5 per cento.  

Le proiezioni di finanza pubblica della Commissione sono più pessimistiche di quelle del DEF sia sul deficit 2020, che per il governo dovrebbe attestarsi al 10,4 per cento (mentre la stima 2021 è quasi allineata), sia sul debito nell’intero biennio. in quest'ultimo caso le proiezioni governative indicano un rapporto al 155,7 per cento nel 2020 e al 152,7 per cento nel 2021. 

Il 2020 sarà comunque un anno drammatico anche per le altre economie europee. Dietro Grecia e Italia, ci sono infatti le contrazioni del 9,4 per cento della Spagna, dell’8,2 per cento della Francia mentre la Germania riuscirà a limitare i danni ad un calo del Pil del 6,5 per cento. Flessioni meno marcate anche per Lussemburgo (-5,4 per cento), Austria (-5,5 per cento) e Malta (-5,8 per cento) mentre la performance “migliore” in Europa sarà della Polonia: -4,3 per cento.