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Il potere economico

Crolla l'industria a marzo

Tonfo del 28,5%: dato peggiore di sempre. Ad aprile sarà anche maggiore. Schiarita da maggio. 

di REDAZIONE |

La produzione industriale italiana è crollata a marzo. Rispetto al mese precedente il tonfo è stato del 28,4 per cento, molto peggio delle attese che erano per una maxi contrazione del 20 per cento. Sia per la variazione mensile che per quella annua (-29,3 per cento) si tratta di gran lunga del calo più ampio mai registrato da quando l’Istat diffonde le serie (1990).

“Il dato è stato più negativo della previsione più pessimistica”, commentano gli esperti di Intesa Sanpaolo.

“La caduta – aggiungono – è diffusa a tutti i raggruppamenti principali di industrie (particolarmente colpiti i beni di investimento, in calo di quasi il -40%) e a tutti i settori: i mezzi di trasporto e il comparto tessile fanno segnare un calo di oltre il 50% nel mese; sono risultati in diminuzione su base annua anche l’alimentare e il farmaceutico, sia pure su ritmi meno drammatici rispetto a quelli degli altri settori (-6,5% e -9,1%, rispettivamente)”.

Con il dato di marzo viene compromesso il risultato del primo trimestre, che vede una caduta della produzione industriale dell’8,4 per cento rispetto al trimestre precedente. “Considerando che i servizi potrebbero essere stati colpiti almeno tanto quanto l’industria a marzo, ciò suggerisce – dicono gli esperti di Intesa Sanpaolo – una possibile revisione al ribasso dei dati sul PIL, che nei primi tre mesi dell'anno ha registrato in Italia una contrazione di -4,7% t/t (meno che in Francia o Spagna, nonostante un lockdown più lungo e più stringente)”. La seconda lettura dei dati sui conti trimestrali è attesa il 29 maggio.

"In prospettiva - aggiungono gli esperti - la produzione è destinata a calare ulteriormente ad aprile, in misura almeno altrettanto ampia che a marzo: il calo nei due mesi dovrebbe dunque superare il 50%. Una ripresa graduale inizierà a maggio, che lascerà comunque i livelli produttivi ben al di sotto di quelli pre-shock. Confermiamo la nostra opinione secondo cui i rischi sulle previsioni del governo quest'anno (PIL in calo di -8%) sono senz’altro al ribasso".

Il dato italiano è inoltre nettamente peggiore rispetto a quelli di altri paesi. In Germania a marzo la produzione industriale è diminuita del 9,2 per cento rispetto al mese precedente, il calo più pesante dal gennaio 1991. Sull’anno, la produzione è diminuita dell’11,6 per cento. La contrazione è stata trainata soprattutto dal comparto automobilistico (-31,1 per cento sul mese precedente) e dai beni di investimento (-16,5 per cento), dati che riflettono la chiusura precauzionale di molti stabilimenti.

In Francia la produzione industriale ha evidenziato una contrazione del 16,2 per cento a marzo rispetto al mese precedente ma si tratta di un dato parziale in quanto diverse aziende non hanno potuto nemmeno comunicare la propria situazione. E’ quindi pensabile una successiva revisione al ribasso. Come per l’Italia, si tratta della peggiore rilevazione di sempre. La variazione annua è stata di -17,3 per cento. Nei primi tre mesi la produzione segna un calo del 5,6 per cento rispetto al trimestre precedente.