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Il potere economico

Conti ko per i big dell'industria

Mai così male da almeno 30 anni, rivela uno studio di Mediobanca. 

di REDAZIONE |

La pandemia manda ko i conti i big dell’industria italiana quotati in borsa. Lo rivela uno studio di Mediobanca che ha analizzato i bilanci del primo trimestre di 25 società industriali e di servizi incluse all’indice di Borsa FTSE MIB1. Si tratta, nello specifico, di 13 società a controllo privato e 12 società a controllo pubblico, 16 manifatturiere, 6 energetiche/utilities, 2 di servizi e 1 petrolifera.

Ne esce un quadro a tinte fosche, specie per la manifattura e in particolare per quella privata che risulta più colpita di quella pubblica. “Mai così male da almeno 30 anni”, rivela lo studio, che per il settore parla di “una crisi economica senza precedenti”. Ad essere travolti sono i maggiori gruppi industriali del Paese, quelli quotati sul FTSE MIB e che operano sul territorio nazionale con 101 grandi stabilimenti (51 al Nord, 23 al Centro, 22 al Sud e 5 nelle Isole).

Una crisi che non sorprende: tra tutti i settori, il manifatturiero è stato il più penalizzato dal lockdown, con il 59% delle aziende costrette alla chiusura (contro il 37% dei servizi), afferma Mediobanca. Il calo del fatturato avvenuto nel primo trimestre 2020 (-11,8%) è il peggiore degli ultimi 30 anni e l’unico in doppia cifra. La flessione è più netta per la manifattura privata (-13,6%) rispetto a quella pubblica (-3%).  

Allo stesso modo, per quanto riguarda i margini industriali (MON -61,9%), la manifattura privata registra un crollo (-71,1%) assai superiore rispetto a quello dei gruppi a partecipazione pubblica (- 31,1%).L’incidenza del margine industriale sul fatturato (ebit margin) è il più basso dal 1994 e si ferma a quota 2,9% (era il 7,9% nel 2019).  

Le difficoltà riguardano anche le altre principali voci di bilancio: nei primi tre mesi del 2020 si è registrata infatti una perdita netta di 2,2 miliardi e una contrazione di -9,6 punti percentuali del risultato netto rapportato al fatturato rispetto al 1Q 2019 (la più ampia delle ultime tre decadi). Anche in questo caso la manifattura privata subisce un colpo più pesante (-10,4) rispetto a quella pubblica (-5,9). Per quanto concerne la liquidità , infine, il calo si avvicina a un quarto del totale (-23,9%, pari a -7,4 miliardi), con la manifattura privata che perde -4,8 miliardi di cassa e la pubblica -2,6 miliardi rispetto alla fine del 2019.